The Legendary Pink Dots – Recensione: The Gethsemane Option

“The Gethsemane Option” è il primo album de The Legendary Pink Dots per l’etichetta Metropolis Records, una release che sembra avvolta da un alone di mistero, poiché sul disco non appare altro che il nome della band e il titolo, senza nessuna informazione a riguardo, eccezion fatta per i titoli delle canzoni. Forse è una mossa naturale per una band decisamente sui generis, attiva da ben trentatré anni e parecchio produttiva (dovremmo essere arrivati al ventinovesimo studio album…). Influenti tanto per la scena darkwave, quanto per quella progressive ed elettronica (ricordiamo la loro collaborazione con gli Skinny Puppy e il lavoro di Raymond Steeg in veste di mixerista per Hawkwind e Porcupine Tree), gli anglo/olandesi tornano con un disco non facilmente etichettabile, come loro consuetudine. Certo la copertina (che per caso o forse no, assomiglia parecchio a quella di “obZen” dei Meshuggah) illustra bene una sorta di contrapposizione tra il lato spirituale/religioso dell’uomo e la sua fisicità, una tematica piuttosto costante nel lungo percorso discografico di Edward Ka-Spel e soci. E la musica segue, nella sua sfuggente natura. I beats minimali dell’opener “A Star Is Born”, lenta, crepuscolare e molto “dark”, se ci concedete questo termine, è già ben rappresentativa del contenuto dell’album, una serie di tracce dalla natura notturna toccate da noise e psichedelia, con la voce di Edward spesso narrante e soffusa. “The Garden Of Ealing” risveglia reminiscenze post-punk con l’ingresso di una chitarra distorta, mentre “Esher Everywhere” paga sentitamente il suo pegno al rock psichedelico degli anni ’70. “Pendulum” è una litania di oltre undici minuti, difficile da metabolizzare nel suo rumorismo minimal, “Grey Scale” introduce invece delle basi technoidi e voci robotiche à la Kraftwerk. La coppia conclusiva è nuovamente criptica, con quelle “A Stretch In Time” e “One More Dimension” che paiono arrivare dalle prime produzioni degli Skinny Puppy. Ancora una volta i Leggendari Puntini Rosa sfornano un disco convincente e fuori dagli schemi, sebbene la proposta resti sempre a vantaggio di una ben specifica base di supporters.

Voto recensore
7
Etichetta: Metropolis / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  A Star Is Born

02.  The Garden Of Ealing

03.  Esher Everywhere

04.  Pendulum

05.  Grey Scale

06.  A Stretch In Time

07.  One More Dimension


Sito Web: http://legendarypinkdots.org/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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