The End Machine – Recensione: Phase 2

Oltre ad essere il mentore, fondatore e presidente della Frontiers Records, Serafino Perugino è l’ideatore di numerosi progetti artistici estemporanei che si muovono sempre all’interno dell’etichetta partenopea, nei quali raggruppa musicisti da lui apprezzati (spesso già sotto contratto) con l’intento di realizzare prodotti artisticamente validi e che contribuiscano a far aumentare il mastodontico catalogo della label.

Alle spalle del progetto The End Machine c’era sicuramente l’idea di raggruppare la formazione originale dei Dokken innestando però il dotato vocalist Robert Mason, sostituto del compianto Jani Lane nei Warrant ma soprattutto già al fianco di George Lynch sull’album eponimo dei Lynch Mob, uno degli apici qualitativi della band americana.

Rispetto al primo album troviamo alla batteria il fratello di Mick Brown, Steve, visto che il motore di Dokken e Lynch Mob ha appeso le bacchette al chiodo e, inoltre, lo stile diventa ancor più classico dirigendosi proprio verso il classico sound della band originale; “Blood And Money” sembra un estratto tardivo di “Tooth And Nail” aggiornato al nuovo millennio e graziato da una parte solista di Lynch da urlo ma non mancano lungo l’album digressioni più bluesy e meno dirette di scuola Whitesnake e Deep Purple nonché classiche tracce di hard rock melodico, anche leggermente prevedibili (“Dark Divide”, “Crack The Sky”).

In “We Walk Alone” e “Plastic Heroes” Mason sembra un po’ scimiottare proprio Oni Logan dato che i pezzi potrebbero appartenere senza dubbio al songbook dei Lynch Mob e, in generale, purtroppo la parte centrale di “Phase 2” è adornata di composizioni non memorabili. Probabilmente la vena di autore di Lynch non può essere perpetua visto i numerosi progetti in cui è coinvolto; il guitar hero prova a dare uno scrollone alla scaletta con “Shine Your Light”, pezzo muscolare ma dalla ruffiana linea melodica alla Van Halen.

L’ascolto si conclude con “Destiny” e il suo groove profondo spinto dalle 4 corde di Jeff Pilson, fotografia azzeccata di un lavoro certamente scorrevole nonché in buona parte prevedibile e poco coraggioso… ma ad un gruppo di musicisti così dotati ed importanti nell’economia della storia hard rock non riusciamo davvero a muovere critiche maggiori e, soprattutto, non è nostra intenzione far arrabbiare Mr. Scary.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. The Rising 02. Blood And Money 03. We Walk Alone 04. Dark Divide 05. Crack The Sky 06. Prison Or Paradise 07. Plastic Heroes 08. Scars 09. Shine Your Light 10. Devil's Playground 11. Born Of fire 12. Destiny

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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