Iron Tongue – Recensione: The Dogs Have Barked, The Birds Have Flown

A parte la citazione shakespeariana (“Mezzanotte, con la sua lingua di ferro, ha detto che sono le dodici. A letto, innamorati, sta per scoccare l’ora delle Fate!”), Iron Tongue è un nome che non mi diceva nulla di particolare, finchè non ho letto nei credits il nome di Chris Terry, fondatore dei grandi Rwake (nonché regista di un bel documentario proprio sulla scena southern-sludge).

Il vocalist sudista, formata un’agguerrita line-up di veterani, adatta allo scopo, debutta sulla Neurot degli amici Kelly e Von Till con questo bel “The Dogs Have Barked, The Birds Have Flown”, lavoro che abbandona i territori squisitamente estremi e metallici della band madre, in favore di un sound vintage, che fa da ipotetico spartiacque fra il  rock di Blue Cheer e Grand Funk Railroad e lo US doom dei Saint Vitus.

La malinconica entrée acustica di “Ever After” (probabilmente il brano migliore del lotto, o quantomeno quello che ne sintetizza al meglio gli elementi cardine) è un perfetto biglietto da visita per il progetto Iron Tongue, che non mancherà di affascinare e sedurre il pubblico più attento alle avvolgenti e calde sonorità tipiche del sud degli states, ma non per questo digiuno della forza espressiva tipicamente metallica (Neurosis, High On Fire, Crowbar), fuse assieme in un disco solido e concreto come una roccia, e altrettanto ruvido e sfaccettato.

Ottima la performance a tutto tondo offerta dalla band, a cominciare dagli ispirati intrecci chitarristici di Mark Chiaro e Jason Tedford (“Skeleton”, “Moon Unit”), sui quali si staglia l’imponente voce del frontman, nella sua interpretazione più pulita e valida finora. Fra brani più semplici e diretti (“Witchery”) e composizioni più articolate (“Seven Days”), “The Dogs Have Barked, The Birds Have Flown” trascorre con tutta la spontanea semplicità (“Said ‘n’ Done”) che caratterizza anche il suo artwork a toni di grigio, consegnandoci un progetto tutto tranne che estemporaneo e fine a se stesso ma, al contrario, saturo di spiritualità ed emozioni, elementi tipici ed essenziali di ogni disco southern che si rispetti.

Voto recensore
7
Etichetta: Neurot Recordings

Anno: 2013

Tracklist:

01. Ever After

02. Witchery

03. Skeleton

04. Moon Unit

05. Lioness

06. Seven Days

07. Said 'n' Done


Sito Web: https://www.facebook.com/Irontongue

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