Arthemis – Recensione: The Damned Ship

Nati in terra veneta nel lontano 1994, come cover band di giganti del metal mondiale del calibro di Megadeth e Maiden, questi giovanissimi (hanno oggi una media di 22 anni, figuriamoci allora) si affacciano sul non certo facile mercato italiano, con qualcosa di veramente prezioso per gli amanti del power-speed di fattura prevalentemente teutonica. Ricca la produzione che supera di gran lunga il primo (passato quasi inosservato dalle nostre parti) ‘Church Of The Holy Ghost‘, frutto anche della co-produzione di Pat Scalabrino in quel di Loria (Tv) nei celeberrimi New Sin Studios. L’ alternanza di up e mid tempos, va ad incastonarsi in modo definito e secco in una struttura speed, tessuta ad arte dal main composer e mastermind della band Andrea “Andy” Martongelli. In questa sede troviamo, tra ottimi brani come l’ opener ‘Quest For Immortality‘ o ‘Noble Sword‘; dal ruffiano (ma irresistibile) riff iniziale, due ottimi esempi di estro a livello strumentale quali la pianistica ‘The Wait‘ e la sostenuta ‘Earthquake‘. Non c’è male veramente per essere solo dei ragazzini alle prime armi (come qualcuno ingiustamente li ha definiti). Dal vivo, poi, la band si esprime con una grande padronanza tecnica: e chi è domiciliato in quel di Vicenza e dintorni, ben sa di cosa sto parlando. Ora tocca a voi, lettori di Metallus, affacciarvi al loro sound classicheggiante ma – mai come ora – attuale.

Voto recensore
7
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Quest For Immortality / Voice Of The Gods / Sun’s Temple / Starchild / The Wait (inst.) / The Night Of The Vampire / Earthquake (inst.) / Noble Sword / The Damned Ship Tracklist: Quest For Immortality / Voice Of The Gods / Sun’s Temple / Starchild / The Wait (inst.) / The Night Of The Vampire / Earthquake (inst.) / Noble Sword / The Damned Ship


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