Nominon – Recensione: The Cleansing

Dopo un lavoro massiccio come “Monumentomb” ci attendevamo davvero molto da questa nuova uscita targata Nominon, ma purtroppo dobbiamo sottolineare che le attese sono state soddisfatte solo in parte. La band svedese ha infatti effettuato un sterzata verso sonorità più brutali e maligne che non ha portato, almeno a nostro giudizio, un grande vantaggio in termini di personalità e allo stesso tempo fa venire meno la sensazione di trovarsi davanti ad una riedizione perfetta e ammodernata della scena old school di puro stampo nordico.

I Nominon attuali hanno infatti limato notevolmente (ma non del tutto) le sonorità piene e “carnose” del disco precedente (che tanto facevano Entombed/Dismember dei bei tempi) per calcare in modo più deciso su un suono graffiante e a tratti zanzaroso che sa di Morbid Angel più grezzi miscelati con gli Slayer e ricorda quindi da vicino i primi Angel Corpse.

In realtà questo ibrido non si può certo dire manchi di brutalità e impatto devastante, ma la quasi assoluta assenza di riff leggermente più melodici e la costante spinta ritmica rendono “The Cleansing” (sentite la title track strumentale per esempio) più violento e dal taglio dannatamente blasfemo, ma anche più monotono e prevedibile.

Le singole tracce sono infatti ottimamente orchestrate e nessuna si può davvero definire mediocre (anzi), ma ascoltate tutte di fila finiscono per indurre un’impressione di eccessiva omogeneità che con qualche variazione in più sul tema si poteva evitare.

Si tratta comunque certamente di un buon lavoro per chi si riconosce in certe scelte e la qualità generale del gruppo è indiscutibile, ma noi i Nominon li abbiamo semplicemente preferiti in altre uscite.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Deathgasm Records

Anno: 2012

Tracklist:

01.Satanical Incubation (Intro)
02. In The Name Of Gomorrah
03. Mausoleum
04. Unholy Sacrifice
05. The Cleansing
06. Abhorrent Parasites
07. Hellwitch
08. Obliteration
09. Son Of Doom
10. Infernal Rites


Sito Web: https://www.facebook.com/nominon666

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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