Manticora – Recensione: The Black Circus – Part 2 – Disclosure

Con la seconda parte del concept album dei danesi Manticora a titolo ‘The Black Circus – Part 2 – Disclosure’ la band continua a raccontare dei viaggi che hanno come protagonista un “oscuro” circo nel New England del XIX secolo. Le vicende “nere” e misteriose, a cavallo fra fantasy e horror, ben si amalgamano al sound complesso ed anche melodico dei nostri.

Sarebbe semplice definire i Manticora come gruppo power sulla scia dei Blind Guardian, ma non è chiaramente così.

Il gruppo dimostra, nel solco delle proprie composizioni, di proporre al proprio pubblico una varietà compositiva impressionante.

Abbiamo si il power in stile Blind Guardian di ‘Beauty Will Fade’, ma abbiamo anche il progressive metal in stile Dream Theater di ‘Gypsies Dance Pt. 2’, il thrash tecnico ed elaborato in vari passaggi di più canzoni come ‘When The Soulreapers Cry’; infine possiamo ascoltare anche passaggi folk molto accattivanti come ad esempio nella strumentale ‘Haita Di Lupi’.

Non mancano nemmeno i momenti più tranquilli e drammatici garantiti da pezzi bellissimi come la breve ‘Intuneric VII’, che pone sugli scudi il singer.

Insomma ‘The Black Circus – Part 2 – Disclosure’ è caleidoscopio di differenti derivazioni che esalta ache il lavoro dei singoli elementi della band, a partire dal cantante Larsen, sempre in palla rispetto ai brani interpretati, per arrivare al grandissimo bassista Kasper Gram, vero virtuoso che incanta (da ascoltare i fraseggi dell’eccelso ‘Haita Di Lupi’).

Insomma i Manticora da un certo punto di vista ricordano i loro conterranei Wuthering Heights (in cui, del resto, suona il chitarrista Martin Arendal), che fanno della ricchezza delle proposta musicale e della varietà compositiva il proprio punto di forza.

A questo aggiungiamo anche che la registrazione dell’album è nitida e molto pulita, anche se abbastanza fredda poichè il lato più progressive-thrash emerge con molta forza (da segnalare ad esempio anche la conclusiva ‘Of Madness In Its Purity’, che sembra un manifesto di quanto affermato).

Di certo, se da un lato questa varietà fa assurgere il CD a una dimensione di interesse e sicuramente si merita il plauso della critica, dall’altro lato molte delle tracce presenti nel CD non sono certo assimilabili in pochi ascolti e di conseguenza può esserci il rischio che gli amanti del power metal più tradizionale possano non sopportare questa release. Ai posteri la sentenza.

Voto recensore
7
Etichetta: Locomotive/Frontiers

Anno: 2007

Tracklist: 01. Entrance
02. Beauty Will Fade
03. Gypsies Dance Pt. 2
04. Intuneric V
05. Haita Di Lupi
06. When The Soulreapers Cry
07. Intuneric VI
08. All That Remain
09. Intuneric VII
10. Of Madness In Its Purity

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