Cemetary 1213 – Recensione: The Beast Divine

Mathias Lodmalm è ormai una vecchia volpe della scena metal europea. Abbandonato dopo due album il suo progetto denominato Sundown, dedito a sonorità gothic-elettroniche che avevano diviso nettamente pubblico e critica, il cantante/chitarrista ha deciso di riesumare la sua vecchia band, i Cemetary, rinominati per l’occasione Cemetary 1213. Anche le sonorità hanno subito una svolta drastica: ‘The Beast Divine’ infatti pesca a piene mani dalla produzione passata dei Cemetary, caratterizzata da un metal pesante ed oscuro e melodie malinconiche, contaminandola con alcuni inserti elettronici ed industriali retaggio dell’;esperienza Sundown (ascoltate la potentissima ‘Antichrist 3000’ o la splendida e suggestiva ‘Sunset Grace’ per credere, due dei pezzi migliori di tutto il CD). Il risultato è ottimo, tanto che questo potrebbe essere considerato come il miglior lavoro di Lodmalm da parecchio tempo a questa parte. Non aspettatevi rivoluzioni sonore né composizioni particolarmente originali o innovative, andreste fuori strada; la sostanza non è cambiata di molto, quello che è cambiata è la forma in cui i brani vengono presentati – e bisogna dire che una produzione così moderna e tecnologica ha saputo donare la classica marcia in più all’album. Se siete dei fans di questo tipo di sonorità, procuratevi subito ‘The Beast Divine’, non ve ne pentirete, in caso contrario fateci comunque un pensierino, potreste restare piacevolmente sorpresi

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media/Self

Anno: 2000

Tracklist:

Tracklist: The Lightning/Firewire / Union Of The Rats / Silicon Karma (It Just Can’t Stay The Same) / AntiChrist 3000 / The Carrier / Linking Shadows / Sunset Grace (Let Me Die Alone) / Dead Boy Wonder / Empire Of The Divine / Anthem Apocalypse


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