T.O.M.B. – Recensione: Fury Nocturnus

Peaceville Records licenzia “Fury Nocturnus”, nuovo studio album degli americani T.O.M.B., band della scena underground d’oltreoceano che i più attenti cultori del panorama sotterraneo ricorderanno essere l’incarnazione estrema degli occult blues rockers Dreadlords. Il progetto T.O.M.B. (acronimo di Total Occultic Mechanical Blasphemy) è ancora legato al percorso di ricerca magico/esoterica cara al gruppo, ma si esprime in modo completamente diverso.

Con il nome T.O.M.B., il power trio composto dal sinistro No-One, Samantha Viola e Zimimay, propone una disturbante miscela di dark ambient, noise e drone (riconducibile al black metal in termini di atmosfere) figlia degli Abruptum e con alcuni riferimenti ai Sunn O))). Musica (volutamente) lo-fi e cacofonica il cui obiettivo è quello di colpire l’ascoltatore con un forte impatto emotivo, stordendolo con una fragorosa ondata nera come la pece.

Inutile soffermarsi su una canzone piuttosto che un’altra da prendere ad esempio, “Fury Nocturnus” è un album da vivere e assimilare nella sue interezza, nel suo miasmatico susseguirsi di suoni sconnessi e disarticolati, a volte leggeri come il sibilo di un serpente e altre sferzanti, rumorosi e difficili da digerire. Esattamente l’effetto che la band vuole ottenere. Quattordici brani di durata media di poco superiore ai tre minuti dove l’urgenza espressiva è tanta e si muove velocemente (con rare eccezioni come “Belial”, una sorta di preghiera), tra gli schiaccianti droni del basso e della chitarra distorti all’inverosimile, percussioni marziali a volte telluriche e voce che passa dal narrato alle urla belluine senza una soluzione di continuità.

“Fury Nocturnus” è dunque un album di ricerca e nuovo step nel percorso di conoscenza in campo soprannaturale del collettivo, il cui scopo non è certo quello di incontrare le logiche commerciali ma di condividere la propria espressività con una circoscritta nicchia di pubblico che vorrà coniugare musica e liriche.

Segnaliamo infine la presenza di alcuni guest di lusso, ovvero Hellhammer dei Mayhem che si occupa di alcune percussioni, il chitarrista John Litchko (Necrotion, Goreaphobia) e Grant Richardson dei Gnawed, guru dell’industrial intransigente. L’artwork è invece opera di Erik Danielsson dei Watain, con cui la band ha diviso il palco durante il tour americano.

t-o-m-b-fury-nocturnus-cover

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Peaceville Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Into Wotan Flames 02. Awake… 03. Darkness 04. Death Tunnel Scars 05. Glorious Triumphant 06. Belial 07. Ignite The Torch Again 08. Portal 502 09. Hoards Rise Now 10. Oblivion Dawn 11. Mystic Blood Scrying 12. Fury Nocturnus 13. Battle Winds Of Desecration 14. Abysmal Channeling (Bonus Track)
Sito Web: https://www.facebook.com/totalocculticmechanicalblasphemy/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login