Sunbomb – Recensione: Evil And Divine

Un progetto che nasce per dare spazio a due grandi del hard & heavy made in U.S.A. come Tracii Guns e Michael Sweet non può che attirare l’attenzione di tutti i fan della vecchia scuola, soprattutto perché la prospettiva dichiarata è quella di ascoltare i nostri alle prese con un album di potente metal classico influenzato dal comune amore per band come Black Sabbath e Judas Priest. Evidentemente album come questo hanno un pregio innegabile, ovvero la qualità ineccepibile dell’esecuzione, garantita da artisti di primissimo piano, ma almeno un difetto altrettanto palpabile, riscontrabile in un songwriting esageratamente scontato.

Non che non si possa costruire canzoni interessanti appoggiandosi a cliché di genere, ma per dare senso compiuto al progetto sarebbe bello riuscire a far emergere la personalità dei musicisti… e purtroppo on “Evil And Divine” l’elemento personale si ascolta solo marginalmente. Tracii Guns snocciola infatti un rosario di riff validi ma assolutamente standard, che sono un chiaro tributo agli ascolti di gioventù e che non mostrano una gran vena creativa in materia di metal classisco, mentre le sempre spettacolari vocals di Michael Sweet sono sicuramente ben riconoscibili, ma pur sempre incanalate in linee melodiche che non escono dal solco tracciato.

Brani come “Take Me Away” o “World Gone Wrong” sanno davvero troppo di tributo metalizzato ai Sabbath, ma più in generale tutto l’armamentario di riff e vocalizzi tipicamente classic metal viene ripescato in canzoni come “Life”, “Better Ends” o “No Tomorrows”… un po’ di NWOBHM, il suono di chitarra tagliente tipico dei Priest, più qualche accelerazione o un groove a tratti vicino al power metal made in U.S. e il gioco è fatto. Unica eccezione è la riuscita ballata “Been Said And Done”, brano che si appoggia su una base di chitarra acustica accattivante e sulla sentita interpretazione di Sweet.

Una delusione quindi? Non proprio, nel senso che una manciate di canzoni che comunque girano piuttosto bene, al netto del discorso di qui sopra, ci sono. Se vi accontentate insomma di un discreto, per quanto banale disco heavy metal, cantato da una delle migliori voci in circolazione, non avete che da accomodarvi. Meglio lasciar stare se invece siete alla ricerca di un lavoro più originale o anche solo vagamente personale.

 

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Life 02. Take Me Away 03. Better End 04. No Tomorrows 05. Born To Win 06. Evil And Divine 07. Been Said And Done 08. Stronger Than Before 09. Story Of The Blind 10. World Gone Wrong 11. They Fought

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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