Stöner – Recensione: Stoners Rule

Ci sono musicisti che hanno legato indissolubilmente il proprio nome a un determinato genere. Se leggiamo quelli di Brant Bjork e Nick Oliveri, il pensiero corre fulmineo allo Stoner e a una band, che ha contribuito a forgiare questo sound, i Kyuss. Adesso, i due hanno deciso di tornare a fare musica insieme, mettendo su una band – completata dal batterista Ryan Güt – che sin dalla scelta del monicker e del titolo del disco d’esordio mettono in chiaro le cose: i Stöner, infatti, hanno pubblicato sotto l’egida di Heavy Psych SoundsStoners Rule”.

I sette brani presenti nel full-lenght, dunque, nascono con la voglia di mantenere vivo l’amore per questo tipo di sonorità e, visti i curricula dei due protagonisti, la curiosità era davvero enorme. Purtroppo, gli oltre quaranta minuti proposti dai Nostri sono una mezza delusione, incapaci di graffiare o di mantenere vivo l’interesse dell’ascoltatore. E poco importa se siate o meno dei fan dei Kyuss: la mancanza di idee accattivanti, di dinamiche che rendano vibranti le varie composizioni e di soluzioni in grado di stamparsi nella mente sin dal primo ascolto rende oltremodo ostico l’approccio a “Stoners Rule”.

Prendiamo a esempio l’opener Rad Stays Rad”: non rintracciamo ispirazione, né quel mordente che dovrebbe colpirci; la registrazione non è ottimale penalizza ulteriormente un brano che si trascina stancamente fino al finale. Con la successiva “The Older Kids”, la situazione non cambia: il pezzo ripropone una struttura similare ma, soprattutto, non ha energia, non smuove né il corpo né l’anima. Piatto, l’ascolto procede senza particolari sussulti, ingabbiato in una ripetitività eccessiva. Con “Evil Never Dies” e “Stand Down”, invece, qualcosa sembra smuoversi, ma si tratta sempre di piccole onde in un mare di noia.

A ben vedere, manca anche quella componente lisergica che da avrebbe potuto conferire spessore e colore al disco. L’ispirazione è l’assente di cui si sente maggiormente il peso, che rende la prova di Bjork e Oliveri troppo sconclusionata ed estremamente anonima. Usare questo aggettivo fa uno strano effetto: prima di lasciar partire “Stoners Rule” mai ci saremmo aspettati una prova del genere, una raccolta di inediti che non troverebbero posto in nessuna delle esperienze del duo. Non ci resta che salutare gli Stöner nella speranza di ritrovarli più centrati, capaci di esprimere il loro (enorme) potenziale.

Etichetta: Heavy Psych Sounds Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Rad Stays Rad 02. The Older Kids 03. Own Yer Blues 04. Nothin' 05. Evel Never Dies 06. Stand Down 07. Tribe / Fly Girl
Sito Web: https://www.stonerband.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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