Starchaser – Recensione: Starchaser

Formati da Kenneth Jonsson, ex chitarrista dei Tad Morose, gli Starchaser sono una nuova formazione svedese che annovera tra le sue fila Ulrich Carlsson (Shaggy, ex-M.ILL.ION) alla voce, Örjan Josefsson (Cibola Junction) al basso, Johan Koleberg (Wolf, Therion, Hammerfall) alla batteria e Kay Backlund (Lions Share, Nils Patrik Johansson, Impera) alle tastiere: una line-up esperta e di sicuro affidamento, quindi, al punto che l’intero progetto si è trasformato in breve tempo da un lavoro solista ad un’impresa di natura più contaminata e collaborativa. Animato dall’idea iniziale di coniugare gli elementi tipici dell’hard rock con altri che potremmo definire esterni al genere, come ad esempio le composizioni contemporanee di Phillip Glass e Max Richter, Jonsson ha quindi elaborato – partendo dai tasti del suo pianoforte – un’opera di quasi un’ora che si contraddistingue per l’incisività dell’impatto e la solidità delle sue costruzioni corali. E’ in sostanza quel metal moderno e pienissimo, sia dal punto di vista ritmico che da quello delle intricate orchestrazioni, che recentemente incontra il gusto di molte formazioni italiane, e che grazie alla sua natura bifronte permette(rebbe) di coniugare in modo efficace melodie accattivanti ed un assalto ritmico incessante (“Starchaser”). Un disco che pertanto si inserisce perfettamente nel ricco catalogo delle produzioni Frontiers ma che, proprio a causa dell’omogeneità stilistica con altre proposte, non apporta elementi di differenziazione, né di particolare novità.

Se si esclude una certa esuberanza ritmica che energizza ogni brano (“Tokyo”), è proprio a causa della sua natura monocorde che “Starchaser” concede qualcosa in termini di personalità e finezza. E’ particolarmente evidente, ad esempio, come le linee vocali – firmate da Carlsson – siano state create successivamente alla scrittura del brano, finendo con l’assumere quella valenza decorativa che ne spunta l’impatto (“Dead Man Walking”). L’effetto che si ottiene spesso in questi casi è quello di una melodia strettamente dipendente dall’impalcatura ritmica per la sua stessa sopravvivenza: gli episodi canticchiabili sono rari e “Starchaser” si trasforma ben presto in un ascolto tecnicamente notevole ma non altrettanto efficace dal punto di vista del coinvolgimento, dell’intuizione, del sottopelle. Nonostante la bravura e l’estensione vocale del suo frontman, alcuni ritornelli sono un po’ spenti (“Bringer Of Evil”), altri spudoratamente annacquati (“Killer Of Lies”), altri brani ancora soffrono di una lunghezza eccessiva in rapporto ai contenuti che propongono (perché “I’ll Find A Way” deve veleggiare verso gli otto minuti? Perché??) ed a mantenere viva l’attenzione devono pensarci come al solito gli assoli di chitarra (“Battleship”) ed una partitura di batteria che con il passare del tempo diventa la vera protagonista – più per demeriti di altri che non per merito proprio – di questa prima avventura dai toni sinfo-power-prog (eh…) targata Starchaser. Per non parlare della promessa contaminazione con la musica colta e contemporanea che, a conti fatti, sa un po’ di fregatura dal momento che sul disco non pare esservene traccia.

Benchè il fatto di essere un disco di debutto non ne giustifichi del tutto la mancanza di estro, “Starchaser” contiene comunque alcuni elementi positivi e spendibili nel corso di un cammino che ha tutte le potenzialità per compiere passi in avanti. Nel complesso la band assemblata dallo stesso Jonsson funziona bene, l’album ha forse dei momenti poco ispirati ma nessuno che si possa definire veramente morto e l’energia sprigionata dal quintetto svedese non aspetta altro che di essere messa al servizio di un songwriting più asciutto, organico ed ispirato. Condizionato da una voglia di strafare ed una mancanza di focus che irritano/deludono soprattutto per la loro provenienza nordica, che immagineremmo sempre garante di maggiori misura e sobrietà, “Starchaser” rimane un debutto promettente e generoso che potrebbe piacere a chi ha apprezzato gli ultimi e confusi Bloodbound, musicalmente denso per i silenziosi estimatori del tanto e pronto per quel lavoro di affinamento e filtraggio che spero possa partorirne, però senza fretta, il successore.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Intro 02. Starchaser 03. Tokyo 04. Bringer Of Evil 05. Dead Man Walking 06. Angel Of Fear 07. I’ll Find A Way 08. Day Of Judgement 09. Killer Of Lies 10. Battleship 11. For A Dying World 12. Homeground 13. The Nightingale Paradox (Outro)
Sito Web: facebook.com/Starchaser-101231631651329

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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