Desert – Recensione: Star Of Delusive Hopes

I Desert sono stata una folgorante sorpresa. Arrivano addirittura da Israele e suonano un metal sinfonico e cupo, debitore di Kamelot e Savatage in parte, ma soprattutto di Mob Rules e Karelia, con una disinvoltura ed una personalità davvero fuori dal comune, nonostante la provenienza quantomeno esotica. Eppure non corrono il rischio di essere catalogati tra i fenomeni parastatali tanto cari alla Gialappas Band, perché l’album d’esordio “Star Of Delusive Hopes” è di altissimo livello e propone nove song teatrali, composte ed arrangiate con maturità.

 

Pronti, via, ecco l’opener “The Unsubdued”, che si poggia su un riff di chitarra dalle reminescenze hard & heavy in cui il vocalist Alexei Raymar (che è di origine russe) riesce a dipingere melodie rabbiose, di facile presa, ma mai banali grazie ad un timbro profondo. In “Letter Of Marque” gli arrangiamenti si fanno via via più complessi e flirtano con l’epicità, come ascoltato recentemente nella musica dei Sabaton. E proprio il cantante degli svedesi fa una comparsata nella battagliera “Lament For Soldier’s Glory”, trascinante, orchestrale, ma forse non così originale. Il resto del disco, invece, sfrutta la solennità dei mid tempo, caricando l’atmosfera con il pianoforte sempre protagonista ed una voce alla costante ricerca dell’interpretazione sui toni bassi, a dispetto dei cantanti – sirena a cui siamo abituati. I Desert sfruttano intense influenze arabeggianti (come ascoltato tante volte nei Kamelot), tanto per non tradire il proprio monicker né le proprie terre d’origine (“Massada Will Never Fall”). “Star Of Delusive Hopes” coglie dritto nel segno, anche grazie alla produzione tutta italiana opera di Nick Savio (e vorrei proprio sapere come un gruppo di Israele abbia pensato di registrare il proprio album in Italia), che valorizza ogni sfumatura strumentale.

I Desert zitti zitti piazzano un disco dallo spessore invidiabile, riuscendo là, dove band ben più blasonate avevano fatto cilecca. Qui c’è stile, signori, ma anche melodia e tecnica al servizio delle canzoni, che ci regalano una band che ha iniziato con il piede giusto la propria carriera.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Sleaszy Rider Records

Anno: 2011

Tracklist:
  1. The Unsubdued
  2. Massada Will Never Fall
  3. Letter Of Marque
  4. Victim Of The Light
  5. Release Me
  6. Soul Of A Wanderer
  7. Whispers
  8. Lament For Soldier’s Glory
  9. Star of Delusive Hopes

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