Persefone – Recensione: Spiritual Migration

Il nuovo lavoro dei Persefone, “Spiritual Migration”, tratta di spiritualità e religione, come il titolo stesso suggerisce. Questo album rappresenta il sequel naturale del precedente “Shin Ken”, in cui il quintetto ripropone il proprio stile prog/death/melo-death molto originale e fresco, che porta il loro inconfondibile marchio.

Dei brani si fanno apprezzare la qualità tecnica e la forte influenza progressive, contraddistinta da influenze provenienti dai pezzi da novanta del genere, quali Dream Theater e Symphony X (questi ultimi, inoltre, vengono esplicitamente annoverati tra gli ispiratori della band, ndR) in brani come “The Majestic of Gaia” o  l’opening track “Mind As Universe”, che presenta una sezione strumentale molto intricata, con scale che ricordano l’alternate picking tipico di J.Petrucci. Un brano degno di nota è anche “Consciousness”, suddiviso in due atti, che su carta potrebbero richiamare le influenze Opethiane in alcune progressioni di accordi, sebbene il sound possa risultare troppo compresso per poterlo affermare con certezza. Le linee vocali pulite sono di qualità, ma il growl di Moe Espinosa si fa apprezzare allo stesso modo, anche grazie alle sue affinità con il filone melo-death svedese (e.g. Dark Tranquillity su brani come “Zazen Meditation”). Notevole è anche la performance degli strumentisti, che si sono dimostrati all’altezza dei vocalist. 

In conclusione, sono convinta che il lavoro di questa band vada premiato: è il frutto di un lavoro attento, curato nei minimi dettagli, risultando comunque fresco. Album promosso a pieni voti!

Voto recensore
7,5
Etichetta: ViciSolum Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Flying Sea Dragons
02. Mind As Universe
03. The Great Reality
04. Zazen Meditation
05. The Majestic Of Gaia
06. Consciousness (Pt. 1): Sitting In Silence
07. Consciousness (Pt. 2): A Path To Enlightenment
08. Inner Fullness
09. Metta Meditation
10. Upward Explosion
11. Spiritual Migration
12. Returning To The Source
13. Outro


1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Alberto Capettini

    Bell’album, come il precedente peraltro…

    Reply

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