Social Disorder – Recensione: Love 2 Be Hated

Il 18 giugno 2021 è stato pubblicato sotto etichetta AFM Records “Love 2 Be Hated” , album di debutto della band Social Disorder, fondata dal bassista  svedese Anders Ronmblom, conosciuto per essere anche il fondatore dei Killer Bee e degli X Romance. Con un nome di così forte impatto e una copertina così particolare e “cupa” mi aspettavo di ritrovarmi ad ascoltare pezzi di metal estremo, ma questa volta è proprio il caso di dire che “l’abito non fa il monaco!” I Social Disorder sono una band di stampo classic rock, dove è possibile sentire le influenze di gruppi storici come Rainbow o L.A. Guns. “Windy Road” è il primo pezzo della tracklist, un brano molto suggestivo che ha del surreale a partire dai rintocchi del carillon che segnano il suo inizio, un basso molto presente e un arpeggio di chitarra delay e una solista che entra a momenti alterni con un fraseggio distorto fatto di note sostenute, lente e calde. Dopo il primo ritornello il pezzo si rimpolpa di suoni distorti e una batteria molto presente. “Believe in your dreams, believe in your goals” recita il testo, per spronare l’ascoltatore a andare sempre avanti nonostante le difficoltà, senza mai perdere le speranze. La conclusione è affidata alla voce di un bambino che recita una cantilena che richiama l’atmosfera fanciullesca e inquietante del carillon iniziale.

Mentre “Dreaming” è una track power rock che mantiene una certa energia per tutta la sua durata, “Scars” inizia con un riff molto catchy e fa decisamente sentire la grande influenza che Ronnie James Dio e i Rainbow hanno avuto sulla strategia compositiva dei Social Disorder e in particolare sulle linee vocali, ma anche sulle sonorità stesse utilizzate dalle chitarre, che hanno il sapore dei mitici anni 80. La title track “Love 2 Be Hated” è senz’altro uno dei pezzi che ho preferito dell’album, decisamente adrenalinico con un riff portante ben riconoscibile che viene “imitato” dalla batteria, mentre l’opening guitar riff di “Raise A Glass” , a cui si unisce il suono di un organo, dona una bella dose di blues su un pezzo decisamente rock.

Un sound molto più scuro per “Sail Away”, dove come al solito le chitarre sono le padrone della scena assieme alla voce che spara sempre alto e alle tastiere sempre presenti. La ritmica è la più heavy dell’intero album, mentre la chitarra solista che gioca sulle note acute crea un bel contrasto sonoro e si fa sentire prepotentemente anche nell’inizio della successiva “Down On My Knees”, il pezzo più orecchiabile dell’intero album con i suoi coinvolgentissimi cori e la sua carica esplosiva persistente anche nella successiva e dinamica “Out Of Love”. Il pianoforte e gli archi di “The One” ci portano in una dimensione sospesa fra sogno e realtà con una ballata molto emozionale, arricchita da un testo che sembra quasi poesia interpretato in modo molto sentito, mentre “Wings Of Serenity” chiude l’album con un brano interamente strumentale dove vengono messe in risalto le abilità dei musicisti e dove le due chitarre si muovono all’unisono creando oscillazioni dinamiche differenti facendo sentire una certa influenza Iron Maideniana. Se siete dei fan dei Rainbow questo sarà sicuramente un album che apprezzerete in cui non c’è nulla di nuovo per le nostre orecchie, ma dove possiamo piacevolmente riascoltare quel tipo di sonorità che hanno lasciato un segno importante nella storia del rock.

Etichetta: AFM Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Windy Road 02. Dreaming 03. Scars 04. Love 2 Be Hated 05. Raise A Glass 06. Sail Away 07. Down On My Knees 08. Out Of Love 09. The One 10. Wings Of Serenity
Sito Web: https://www.facebook.com/OfficialSocialDisorderSweden/

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