Skindred – Recensione: Volume

Sesto album per gli Skindred che tornano con questo “Volume” su etichetta Napalm Records. I britannici propongono un crossover con uno spiccato senso per il groove, grazie anche alla funambolica voce di Benji Webbe, ex vocalist dei seminali Dub War, capace di spaziare da partiture ferali a toni suadenti da terra caraibica. Come combinare tutto ciò? Grazie all’aiuto dei fidi compagni Michael Fry (chitarra), Dan Pugsley (basso), Arya Goggin (batteria) e Dan Sturgess (DJ, uomo dietro alla programmazione) il mix che viene fuori è esplosivo questa volta, quasi a voler bissare i successi di qualche anno fa che forse negli ultimi tempi i Nostri non erano stati in grado di ripetere. 11 pezzi e tre intermezzi che sono vere e proprie bombe sonore, dall’iniziale “Under Attack”, un pezzo in stile Rage Against The Machine ma con un ritornello melodico killer, alla finale “Three Words” con le sue atmosfere più ragionate e rarefatte.

In mezzo a questo punto di partenza e a questo arrivo gli Skindred ci hanno messo tutti i colori della tavolozza sonora che si confondono pur mantenendo una propria identità e facendo risaltare l’un l’altro come in un quadro pressochè perfetto da mirare e rimirare. La melodia all’ennesima potenza della title-track, la facilità disarmante nel cambiare registro del mai troppo applaudito Benji in “Hit The Ground”, dove anche il resto del gruppo mostra di che pasta è fatto e riesce a divincolarsi agevolmente fra diversi groove e a pestare pesante. Un tiro da heavy dancehall e una ritmica sconquassante la fanno da padrone in “Shut Ya Mouth”, mentre l’accoppiata “The Healing” e “Sound The Siren” regala rispettivamente una progressione armonica meravigliosa con la prima, invece grazie al secondo pezzo ci si può dimenare con un tormentone da discoteca infernale, fra voce istrionica e ritmica ficcante e pesante.

La carne al fuoco è veramente tanta e per chi si vuole avvicinare al camaleontico gruppo può prendere “Saying It Now” come ottimo biglietto da visita o sguazzare in “No Justice” per essere trascinato nei cambi proposti dal gruppo.

Un’ottima uscita che ripropone gli Skindred come gruppo di autentico talento e caratura superiore, coi piedi ben saldi nella materia pesante ma la testa, il cuore e le mani immerse nelle più variopinte misture colorate che riescono a dare alla loro musica tonalità che pochi azzardano.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Under Attack
02. Volume
03. Hit The Ground
04. Shut Ya Mouth
05. I
06. The Healing
07. Sound The SIren
08. Saying It Now
09. II
10. Straight Jacket
11. III
12. No Justice
13. Stand Up
14. Three Words


Sito Web: http://www.skindred.net

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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