Sinatras – Recensione: Drowned

Da Vicenza con furore il primo album dei Sinatras: “Drowned”, su LOGIC IL LOGIC Records, segue un EP del 2014 e catapulta direttamente nella categoria “da non farsi scappare” la band composta da Fla (voce), Lele e Minkio (chitarre), Lispio (basso) e Phil (batteria) che grazie a questi undici brani riesce a catturare l’attenzione con un death ‘n’ roll screziato di reminiscenze che portano alla memoria Carcass, Entombed, Pantera e Hatebreed.

Il suono robusto di fondo ricorda il death metal svedese di vecchia scuola, con quel pizzico di sporcizia voluta e necessaria per dare un groove ancora più trascinante e rock, come provato dopo la breve introduzione a base di suoni  della natura spazzati via da un armamentario che mostra tutte le capacità della band nella title-track (pezzo più lungo del CD): l’apocalisse in un brano fra tempi veloci corredati di doppia cassa, voce che oscilla fra growl e impostato rock marziale unite a capacità tecniche indiscutibili. Non c’è spazio per un respiro e irrompe “24/7”, un randello thrash tirato con rallentamenti efficaci e inserti di voce pulita in bilico fra modernità e classico che si ricorda per la parte di chitarra solista; echi di Pantera con refrain più alternative in “Cockroach”, un brano dalla costruzione armonica eccellente che anticipa la pesante “Something To Hate”, pesante ma con aperture melodiche e pulite nel refrain su un riffage di scuola Carcass, serratissimo, che sfocia in un finale decisamente più metalcore.

La duttilità dei Sinatras stupisce, con la venatura blues southern e l’uso di voci pulite in “Flow”, che decolla in cattiveria grazie alla coppia di chitarre che tengono le redini dopo un mood seventies “fumoso” e la personale rilettura di un pezzo diretto come “You Spin Me Round (Like A Record)”, qui scomposto ritmicamente, farcito di assoli torrenziali e vocals in growl. Thrash moderno in “Los 43”, che precede le impennate death melodiche evolute di “Miss Anthropy” in un crescendo che conduce al moshpit selvaggio di “Back In Frank”, prima di una “Blind Fury” al fulmicotone -neanche due minuti e mezzo di cavalcata metal- e la chiusura in bellezza affidata a “Spiral Hell”, carosello finale che rimette sul tavolo, come se ci fosse bisogno di mostrare ancora, l’arsenale pazzesco in mano alla band.

“Drowned” fa scoprire una gemma nostrana di nome Sinatras, un gruppo in grado di suonare credibile, fantasioso e personale con un approccio piacevolmente cattivo e con un occhio alla melodia. Applausi.

Voto recensore
8
Etichetta: LOGIC IL LOGIC Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Drowned 02. 24/7 03. Cockroach 04. Something To Hate 05. Flow 06. You Spin Me Round (Like A Record) 07. Los 43 08. Miss Anthropy 09. Back In Frank 10. Blind Fury 11. Spiral Hell
Sito Web: http://www.sinatras-band.com/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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