Reclusion – Recensione: Shell Of Pain

‘Shell Of Pain’ è l’album di debutto dei Reclusion, ennesima band proveniente dalla Svezia iscrivibile alla lista del nuove sensazione del thrash-death moderno. I punti un comune con uno stile che ha ormai fatto scuola (tanto da cominciare a stufare) sono molteplici: riffing vicino alle migliori Bay area thrash bands degli anni ottanta, Slayer e Metrallica, ma anche Testament e Forbidden, un cantato screaming a cavallo tra il death e l’hardcore più metalizzato ed una produzione schiacciasassi con chitarre compresse e ritmiche in evidenza. Fortunatamente c’è dell’altro. I frequenti rallentamenti e la diversificazione delle singole somgs rendono piacevole l’ascolto dell’intero lavoro, con buona pace di chi si ferma alle prime tre tracce. Dimostrazione del fatto che ci troviamo di fronte ad un gruppo alla ricerca di soluzioni personali e forse destinato ad uscire dal limbo dei bravini ma troppo impersonali. Per ora possiamo applaudire il fatto che i nostri cerchino spunto da cose distanti tra loro: il thrash appunto, ma anche i Fear Factory(sentite il pezzo che porta il loro nome) e il power metal americano. Apprezzabile anche la ricerca di un solismo chitarristico improntato al senso melodico e non alla velocità d’esecuzione. Sono una band di carattere i Reclusion, semplicemente non hanno ancora sviluppato uno stile identificabile, qualcosa che li possa far emergere dal gruppo. Non è escluso però che in futuro ci riserveranno più di una gradita sorpresa.

Voto recensore
6
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist: Shell Of Pain
Impulsive
Pressure
Reclusion
The Quest
Sacred Ground
Unspoken Fear
A Force Of One
Speak The Truth

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