Skeletonwitch – Recensione: Serpents Unleashed

Non siamo tra quelli che pensano che il metal non possa più permettersi di essere marchiano e privo di finezze, ma ci pare che una band come gli Skeletonwitch proprio non abbia nulla da mettere sul campo se non la totale mancanza di creanza e una buona dose di cliché rivisitati alla bene meglio.

Grezzi, brutali e immancabilmente blasfemi questi musicisti americani mettono insieme una proposta musicale che avvicina ritmiche thrash e passaggi più aperti tipicamente black, legando il tutto con qualche riferimento al metal classico (soprattutto negli assoli) o al death metal più canonico. Nel complesso possono anche salvare la baracca grazie ad una buona qualità d’esecuzione e alla convinzione che emerge dall’insieme, ma la pochezza del materiale di base resta a nostro avviso disarmante.

Le singole song si compongo di un eccesso di riferimenti, soprattutto alla scena europea degli anni novanta, ma ne appaiono quasi una versione semplificata e di facile digeribilità. Se pensate che metà delle tracce non raggiungono nemmeno i tre minuti di durata vi farete un’idea dell’approccio scelto dagli Skeletonwitch alla materia. Per carità, andare dritti al sodo può anche essere la scelta giusta (lo dice uno che adora una band come gli Aura Noir o i vecchi Desaster), ma servono maggiore personalità e idee stilistiche meglio focalizzate.

I nostri hanno invece solo un buon tiro ritmico, una bella registrazione nitida e tanta energia, ma non basta a far sembrare più interessanti canzoni che non dicono nulla che non sia già stato ripetuto e ormai metabolizzato centinaia di volte.

Se visti da un punto di vista di dedizione underground possono anche apparire in qualche modo apprezzabili, ma da una band con cinque dischi alle spalle ci aspetteremmo comunque qualcosa di più della solita formula riproposta all’infinito.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Prosthetic Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Serpents Unleashed
02. Beneath Dead Leaves
03. I Am of Death (Hell Has Arrived)
04. From a Cloudless Sky
05. Burned from Bone
06. Unending, Everliving
07. Blade on the Flesh, Blood on My Hands
08. This Evil Embrace
09. Unwept
10. Born of the Light That Does Not Shine
11. More Cruel Than Weak


Sito Web: https://www.facebook.com/skeletonwitchmetal

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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