Great Master – Recensione: Serenissima

La storia dell’antica Repubblica di Venezia è stata teatro nel corso dei secoli di affascinanti intrighi, cruenti battaglie con protagonisti personaggi carismatici, in cui ci siamo imbattuti sulle pagine dei libri. I Great Master hanno quindi pensato per il proprio secondo album, di portare alla luce questi misteri, imbastendo un concept sulla “Serenissima”, che è tra l’altro la città che ha dato i natali alla power metal band dell’Underground Symphony. A livello musicale, rispetto all’omonimo esordio di qualche anno fa, i nostri hanno compiuto passi da gigante, senza snaturare le proprie basi classic metal, devote agli anni ’80 tra Maiden e Warlord, ma filtrate con il power dei giorni nostri.

Abbiamo tra le mani quindi un disco elegante e maturo, che racconta di gesta epiche ed eroiche in chiave romanzata, ma comunque colta nella ricerca storiografica per la stesura dei testi. Si inizia con “Queen Of The Sea”, un’opener diretta nel drumming e trascinante nel ritornello, ma nient’affatto scontata nel corso dei suoi sei minuti. Le seguente “Doge” si appoggia su un riff al fulmicotone ed un cantato recitativo dell’ottimo Max Bastasi, già visto con gli Helreidh ed attore istrionico e ricco di colori nella timbrica vocale. I Great Master alternano cavalcate telluriche (“The Merchant”) a momenti più accelerati (la powereggiante “Marco Polo”) ma non perdono mai di vista la carica nelle ritmiche e l’eleganza nelle melodie. Le tastiere sono relegate in un angolo e si inseriscono solo per donare enfasi alle atmosfere di “Serenissima”, ma i suoni sono azzeccatissimi, come il clavicembalo sapientemente inserito nella lunga e battagliera “Enemies At The Gates”. Possono stare tranquilli anche i fan dell’epic metal à la Domine, che troveranno pane per i propri denti, nei saliscendi chitarristi di Jahn Carlini e nei cori drammatici di “Black Death”.

In “Serenissima” c’è la violenza delle battaglie navali, la poetica di Petrarca e Shakespeare, le grida ed il chiacchiericcio dei mercati popolari, la paura della peste nera, la fermezza dei governanti e la passione del popolo, in una parola: Venezia, un grosso pezzo della nostra storia. I Great Master ci propongono un album per certi versi sorprendente nella sua classicità, decisamente ambizioso nella ricerca letteraria, ma altrettanto coinvolgente dal punto di vista musicale. Racchiuso in un lussuoso digipak, vi perderete nelle pagine del booklet a leggere le citazioni di grandi del passato, che sono rimasti affascinati secoli or sono, così come noi oggi, dalla “Serenissima”.

Voto recensore
8
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2013

Tracklist:

01. The Ascention 01:21

02. Queen Of The Sea 05:44

03. Doge 03:52

04. The Merchant 04:37

05. Golden Cross 03:49

06. Marco Polo 04:38

07. Across The Sea 04:13

08. Black Death 05:26

09. Enemies At The Gates 09:33

10. Marching On The Northern Land 03:31

11. Lepanto's Call 05:33

12. The Fall 03.41

13. Medieval Steel (bonus track) 04. 56


Sito Web: http://www.great-master.com/

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