Sektemtum – Recensione: Panacea

“Buttate via i vostri dischi di black metal, stanno arrivando i Sektemtum. Basta questa dichiarazione a renderci simpatica la band di Montpellier, perchè riflette in pieno l’approccio sarcastico e disincantato che i transalpini riservano alla musica più oscura e intransigente. Il loro è un black metal adulto e irriverente, del tutto non curante dei canoni del genere e influenzato non poco da una vena rock, per lo meno nell’attitudine che i quattro loschi figuri sembrano mostrare.

Non a caso i Sektemtum sono la seconda incarnazione della blackened hardcore punk band Doctor Livingstone, che a ben vedere lascia qualche stralcio in “Panacea”, seconda fatica sulla lunga distanza dell’eclettico collettivo. Un’opener all’apparenza orientata al black primitivo come “Place à La Comédie”, trae un poco in inganno, ma presto emergono i cambi di intenzione (e di tempo) che mostrano non solo il bagaglio tecnico superiore posseduto dai francesi, ma anche il loro modo di rendere una simile proposta intrigante  e orecchibile. Termini, vero, da prendere con le pinze, ma adatti  a descrivere il folle mondo malato dipinto dai Sektemtum.

I ritmi tribali di “Ebony Grand Master” ci fanno già capire che non saremo alle prese con un ascolto normale, mentre le successive “Direction Cataclysme” e “Empire” ci accompagnano negli anfratti di un black cadenzato ed epico con richiami ad alcune cose dei Vintersorg e dei Borknagar, con tanto di refrain ariosi e parti di voce pulita.

E se fino a questo momento ci sembra di aver ascoltato una compilation, tanti sono i cambi di pelle che i Sektemtum propongono, il bello deve ancora venire. “Le Crèpuscule Des Idoles” è un brano indefinibile, tra black, rock, post punk e metal moderno, mette sul tavolo tante idee ben amalgamate in uno stile espressivo riconoscibile.

E’ dunque un’interpretazione del black personale e fuori dagli schemi quella dei Sektemtum,  che ci sorprendono ancora con “Lord Hear Our Prayers”, dai toni progressive e dal feeling black’n’roll con tanto di gustoso refrain orecchiabile e “Zero Bravo”, episodio con numerose parti doom e intriganti effetti “dal vivo”. E se pensavate che il black metal proprio non potesse avere un feeling fruibile, ecco che i Sektemtum arrivano a smentirvi. Magari non val la pena di rinunciare alla nostra collezione di musica del satanasso, ma di certo dovremo trovare un posticino per accogliere “Panacea”.

Sektemtum - Panacea

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Osmose Productions

Anno: 2016

Tracklist: 01. Place à la Comédie 02. Ebony Grand Master 03. Direction Cataclysme 04. Empire 05. Pantheon 06. Le Crépuscule Des Idoles 07. Bad Winds 08. Lord Hear Our Prayers 09. 218’ 10. Subsonic 11. Zero Bravo 12. Panacea
Sito Web: https://www.facebook.com/sektemtum/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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