Scorpions – Recensione: Rock Believer

I gloriosi tedeschi e dinosauri del rock chiamati Scorpions nel 2010 dopo l’uscita del potente e nostalgico “Sting In The Tail” annunciarono la loro ultima tornata di tours e concerti, per celebrare una carriera fantastica e quasi cinquantennale. Quella band ad un passo da una pensione oramai inevitabile anche se dorata oggi non esiste più, e ci ritroviamo oggi ad ascoltare questo “Rock Believer” che racconta una storia sorprendente e decisamente inaspettata.

Dopo la celebrazione di “Return to Forever” nel 2015, che andava a recuperare alcuni brani inediti e risalenti agli anni ottanta, la vera spinta propulsiva è arrivata da un fatto triste e tragico, la morte del leggendario e loro amico Lemmy. Consegnati i Motorhead alla Storia con la M masiuscola (come musica…), il poderoso batterista Mikkey Dee si unisce al gruppo tedesco, andando a rivitalizzare in modo ENORME la resa on stage degli Scorpions,  formando così una delle line up migliori della loro carriera. Questa nuova consapevolezza ha portato una quintalata di energia, passione e freschezza che ora possiamo ascoltare nelle undici canzoni che compongono “Rock Believer”, che diventano ben sedici nella consigliata edizione deluxe.

L’intento si mostra subito ed è quello di andare a recuperare i grandi dischi a cavallo tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta, come “Lovedrive” e “Blackout”, a partire dalla bizzarra ed enigmatica copertina (e loro ne hanno prodotte di ben strane…) fino ad una durezza ritmica che velocizza spesso ritmi e velocità notevoli, in cui il valente bassista Paweł Mąciwoda si mostra degno compare del tentacolare Mikkey. Una intensità che coinvolge del tutto anche la chitarra ritmica dell’inossidabile Rudolf Schenker e gli assoli funambolici del motivatissimo Mathias Jabs. La cura rivitalizzante tocca anche un Klaus Meine che a settantaquattro anni non può certo brillare come nel 1986 ma mantiene un timbro fiero e mai tentennante, capace di emozionare come nell’inno rock della title track, ma anche di accendere la miccia nell’incendiaria “Peacemaker”.

Gli Scorpions tengono molto ridotta la “quota ballad”, ben rappresentata da “When You Know (Where You Come From)” e poi ci fanno viaggiare nei tanti stili in cui sono maestri, tra rock psichedelico, contaminazioni con il reggae, tentazioni quasi motorheadiane in “When I Lay My Bones to Rest”, melodie ruffiane che riecheggiano certi Bon Jovi degli eighties in “Shoot For Your Heart”, e le cadenze marziali e apocalittiche di “Seventh Sun”. Su tutto spicca una rinnovata voglia di suonare che suona veramente sincera, coinvolgente e dirompente. “Rock Believer” è una sorpresa magnifica, e non c’è altro da scrivere!

Etichetta: Vertigo Records

Anno: 2022

Tracklist: 1. Gas in the Tank 2. Roots in My Boots 3. Knock 'em Dead 4. Rock Believer 5. Shining of Your Soul 6. Seventh Sun 7. Hot and Cold 8. When I Lay My Bones to Rest 9. Peacemaker 10. Call of the Wild 11. When You Know (Where You Come From) Deluxe edition: 12. Shoot for Your Heart 13. When Tomorrow Comes 14. Unleash the Beast 15. Crossing Borders 16. When You Know (Where You Come From) (acoustic version)
Sito Web: https://www.the-scorpions.com/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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