Avatar – Recensione: Schlacht

Prendete qualche riff dei primi Soilwork, qualche melodia degli In Flames, un pizzico di modernità alla Caliban e avrete ottenuto gli Avatar. Oltre a una grande competenza formale questa band svedese ha ben poco da offrire a chi mastica il death metal nei suoi abiti più melodici e attuali, ancorata com’è agli stereotipi del genere. “Schlacht” segue a un anno di distanza il già poco brillante “Thoughts Of No Tomorrow” e non fa nient’altro che bazzicare i sentieri della prevedibilità.

Produzione competitiva, grande perizia tecnica, una paio di tracce che escono dal coro come “As It Is” (fruibile e sorniona, tanto per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte) e la dinamica “One/One/One/Three” sono gli elementi di maggiore interesse per un album perfetto nella forma ma avaro di contenuti.

Ennesima band clone da cui ci congediamo con una sufficienza politica.

Voto recensore
6
Etichetta: Gain / Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist:

01.Schlacht
02.Wildflower
03.All Which Is Black
04.4 AM Breakdown
05.As It Is
06.All Hail The Queen
07.When Your Darkest Hour Comes
08.I Still Hate You
09.One/One/One/Three
10.Die With Me
11.The End Of Our Ride
12.Letters From Neverend


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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