Tenhi – Recensione: Saivo

Gradito quanto atteso, il ritorno dei finnici Tenhi, da anni fra i più nobili e credibili esempi di dark/neo-folk, che col nuovo “Saivo” danno finalmente un seguito a “Maaäet”(2006), ultimo album di inediti, prima di una serie di lavori compilativi e ristampe (“Folk Aesthetic”, “The Collected Works” e “Airut: Aamujen”).

“Saivo” è innanzitutto un concept, che descrive una dimensione delloltretomba del popolo Sámi, un mondo dove la morte vive, al quale si accede attraverso il fondale di un lago nero. Questo affascinante corpus tematico va a caratterizzare profondamente il sound che i tre polistrumentisti propongono, apparendo sin da subito più cupo e atmosferico, liquido e dilatato.

Rispetto ai dischi precedenti la componente tribale/percussiva è molto meno presente (rimane l’uso dei piatti), ponendo in prima linea le melodie di chitarra, pianoforte e flauti, che come sempre accompagnano con la massima naturalezza la voce ieratica e maestosa di Tyko Saarikko (autore anche dell’evocativo videoclip di “Siniset Runot”).

Un lavoro imperniato sulla soffusa malinconia delle melodie, vocali e strumentali, che produce un’atmosfera spirituale e contemplativa, in perfetta assonanza col tema descritto, come se i Tenhi si immedesimassero nelle anime dei trapassati, che vagano nell’oscurità eterna (cfr. le immagini promozionali).

L’eleganza e la forza espressiva di brani come “Pojan Kiiski”, “Haaksi” o “Vuoksi”, sebbene diversi dai tradizionali standard del gruppo (pianoforte, cori che sostituiscono percussioni e basso), dimostrano comunque la stessa organica semplicità strutturale e naturalezza interpretativa di sempre.

Il trio finnico si dimostra dunque capace non solo di una profonda e personale analisi di elementi culturali e spirituali, da sempre cifra stilistica fondamentale della loro carriera ( “Kauan”, “Väre”), ma anche di modificare il proprio approccio strumentale in funzione del loro obiettivo concettuale.

Tenhi: arcani sciamani del grande nord, perennemente in bilico fra la corporeità del mondo naturale e l’impalpabile consistenza del mondo spirituale.

Voto recensore
8
Etichetta: Prophecy Productions

Anno: 2011

Tracklist:
  1. Saivon Kimallus
  2. Pojan Kiiski
  3. Uloin
  4. Pienet Purot
  5. Saaten Soutu
  6. Haaksi
  7. Surunuotta
  8. Savoie
  9. Vuoksi
  10. Paulu Joelle
  11. Sees
  12. Siniset Runot

Sito Web: http://utustudio.com/

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