Sabbatonero – Recensione: L’Uomo di Ferro – A Tribute To Black Sabbath

Omaggiare una delle band fondamentali per la nascita e lo sviluppo dell’Heavy Metal è sempre operazione gradita; quando lo scopo è aiutare i lavoratori italiani che sono stati colpiti dall’emergenza Coronavirus, allora non si può non apprezzare ulteriormente lo sforzo profuso. “L’Uomo di Ferro – A Tribute To Black Sabbath” è il titolo dell’album tributo nato su iniziativa del leader dei Venom Inc., Tony Dolan, e di Francesco Conte (Neromega/Spiritual Front). Per l’occasione, i due hanno chiamato a raccolta un roster molto ampio e di primissimo piano, che può vantare tra gli altri il contributo di Steve Sylvester, John Gallaghe, James Rivera, Marty Friedman, Mantas, James Murphy e Snowy Shaw.

 

 

Pubblicato sotto l’egida di Time To Kill Records, il disco è dichiaratamente una lettera d’amore nei confronti del combo di Birmingham: la scaletta che si focalizza sul periodo iniziale del gruppo e giunge fino a “Heaven & Hell” del 1980, disco in cui il compianto Ronnie James Dio sostituì Ozzy Osbourne dietro il microfono. Il viaggio, dunque, tocca tappe fondamentali come “Paranoid” e “Symptom Of The Universe”, senza tralasciare episodi meno noti quali “Killing Yourself To Live” e “A National Acrobat”, in un’alternanza che rende giustizia al sound forgiato dai riff di Tony Iommi e dalla sezione ritmica di Geezer Butler e Bill Ward.

Partiamo subito dicendo che il risultato è davvero buono: restando fedele alla versione originale, ogni brano ne mantiene vivo lo spirito primigenio, impreziosito, però, dalla prova di musicisti che, con la loro musica, hanno contribuito ad accrescere la fama dell’Heavy Metal in tutte le sue correnti. È un vero piacere ascoltare l’ugola al vetriolo di Sylvester sulle note di “Sabbath Bloody Sabbath” o l’interpretazione davvero convincente di Tony D’Alessio (Banco del Mutuo Soccorso) su “Heaven & Hell”, giusto per citarne qualcuno. Di spessore gli interventi di Friedman e Murphy rispettivamente su “Symptom Of The Universe” e “War Pigs”, ma in generale è ottimo il contributo di tutti i musicisti accorsi a sposare questa causa.

 

 

La nobiltà del gesto, però, non deve spegnere l’oggettività del giudizio di chi scrive: pur restando un valido prodotto, questo “L’Uomo di Ferro – A Tribute To Black Sabbath” regala poche sorprese. La cosa non sempre è un limite, anzi, ma visto il valore delle singole parti ci saremmo aspettati qualcosina in più: sono pochi i momenti in cui restiamo sorpresi per qualche trovata a effetto, mentre la tendenza generale è quella di restare vicini a versioni ormai note dei brani.

Se siete amanti dei Black Sabbath e volete ascoltare dieci dei loro brani riletti da esponenti dell’Heavy Metal provenienti da tutto il mondo, quest’iniziativa fa proprio al caso vostro. Inoltre, scegliere questo disco sapendo di aiutare chi è in difficoltà, dovrebbe spingervi immediatamente all’acquisto.

Sabbatonero L'Uomo di Ferro - A Tribute To Black Sabbath
Etichetta: Time To Kill Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Symptom Of The Universe 02. Sabbath Bloody Sabbath 03. N.I.B. 04. Killing Yourself To Live 05. Heaven & Hell 06. Paranoid 07. Children Of The Grave 08. A National Acrobat 09. Hole In the Sky 10. War Pigs
Sito Web: https://www.facebook.com/SabbatoneroOfficial/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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