Sabaton – Recensione: The War To End All Wars

Ascoltare oggi canzoni che narrano eventi che sembravano ormai remoti e irripetibili ha un effetto molto diverso rispetto a come se l’album fosse uscito solo un paio di settimane fa.

Cerchiamo per qualche minuto di non pensare a quello sta accadendo nel mondo e concentriamoci sulla musica.

I Sabaton sono giunti ormai al decimo album, con un successo sempre crescente, che ormai li ha resi una delle band più iconiche degli ultimi anni; li ricordo poco più di 10 anni fa, poco noti, in un concerto di spalla agli Hammerfall, sfortunatissimo perché in contemporanea a un live di Judas, Megadeath e Testament, in cui il povero Joakim ringraziava in ogni momento i presenti tra il commosso e lo stupito che qualcuno fosse lì anche per loro.

L’album, come il precedente, si incentra su avvenimenti della Prima Guerra Mondiale e inizia proprio con l’omicidio di “Sarajevo“; nella canzone ha la parte di risalto la narrazione, che poggia su un ritmo angosciante e ci prepara alle conseguenze dell’avvenimento.

Proseguendo, “Stormtroopers” ci descrive queste truppe scelte in un pezzo tipico dei Sabaton quando si spingono verso sonorità più vicine a un Power roccioso, seguita da “Dreadnought”, dedicata alle omonime navi da battaglia britanniche, con un ritmo lento ma implacabile, tanto triste quanto epico.

The Unkillable Soldier”, dedicata ad Adrian Carton De Wiart (che, se non fosse realmente esistito si penserebbe che il testo sia poco credibile e troppo eroico), musicalmente esprime magistralmente l’idea di una vita avventurosa e leggendaria; grazie a molti cambi di ritmo, sempre però azzeccati, ci spostiamo sulle Alpi innevate con “Soldier Of Heaven”. Anche in questo caso le musiche esprimono il senso della canzone e della battaglia, oltre che contro i nemici, contro una natura tanto bella quanto pericolosa.

Torniamo a parlare di reggimenti celebri con “Hellfighters”. In questo caso, il pezzo è potente e la voce di Joackim si amalgama particolarmente bene con gli altri strumenti. Ci spostiamo in Belgio con “Race To The Sea”, che a un primo ascolto scorre un po’ via, ma che si apprezza negli ascolti successivi assumendo nuove sfumature.

Lady Of The Dark” è dedicata a Milunka Savić, un’eroina serba, e tanto fiera è stata la donna nella vita reale, quanto fiero è il pezzo, mentre “The Valley Of Death” ci catapulta nella Battaglia di Doiran, con il solito approccio dei Sabaton fatto di accelerate improvvise intervallate da momenti di respiro e speranza.

Arriviamo a “Christmas Truce”, il primo pezzo scritto per questo album e già proposto live, che narra della celebre tregua di Natale fra le truppe in varie zone del fronte occidentale. Il brano è stupendo per significato e coinvolgimento, da aggiungere alle vostre playlist dei preferiti. L’ultimo brano è “Versailles“, che riprende la prima canzone del full length, dove la voce narrante ci racconta la fine della guerra, questa volta su una musica di speranza.

Un album veramente stupendo che in questo periodo storico tocca corde particolarmente profonde.

Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2022

Tracklist: 1. Sarajevo 2. Stormtroopers 3. Dreadnought 4. The Unkillable Soldier 5. Soldier Of Heaven 6. Hellfighters 7. Race To The Sea 8. Lady Of The Dark 9. The Valley Of Death 10. Christmas Truce 11. Versailles
Sito Web: www.sabaton.net

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