Tombstone Highway – Recensione: Ruralizer

In un certo senso il fiume Po è un po’ il nostro Mississippi, e proprio come la tradizione, il folklore e la cultura di quel particolare spaccato degli Stati Uniti hanno dato i natali a generi come il southern rock e lo sludge metal, le fangose rive del fiume padano fanno da ispirazione e sfondo ai Tombstone Highway, caratteristico progetto piacentino memore e interprete della tradizione stilistica dei vari Corrosion Of Conformity, Gov’t Mule, Pride And Glory, e Down.

Originariamente formatisi nel 1999 come Leaf Season Death, ma presto messi in stand-by,  i Tombstone Highway sono composti da Emilio Sobacchi alle pelli e H.M Outlaw al microfono, chitarra e banjo. Per la cronaca la H. e la M. stanno per Herr Morbid, frontman dei noti black-metallers Forgotten Tomb, garanzia di sicurezza in quanto a capacità, intensità e genuina passione artistica, tutti elementi ben percepibili in questo “Ruralizer”, loro effettivo debutto sulla lunga distanza, dopo l’Ep d’esordio, dal titolo squisitamente programmatico, “Padus River Graveyard Blues” del 2007 (qui riproposto in toto).

Com’è giusto che sia il Morbid di “Ruralizer” non ha molto a che fare col songwriter della sua band principale (sebbene nei loro ultimi album anche i Forgotten Tomb abbiano mostrato qualche robusta deriva southern-blues), quanto piuttosto con una ben precisa tradizione hard rock dalla bandiera sudista, che non disdegna affatto il ricorso a strumenti folk come il banjo, qui sfoderato già a partire dall’opener “Old Blood”.

La grande mietitrice raffigurata in copertina viene descritta in questo contesto tramite veraci tinte campagnole e quasi redneck-style, ma anche con l’aggiunta di piacevoli tocchi di raffinatezza, come l’hammond di Paolo Negri (Wicked Minds, Black Widow, Hasselvander), che fa capolino qua e la fra i rocciosi riff di H.M Outlaw, al quale si affiancano alle sei corde altri due ospiti come Mario Percudani (Hungry Heart, Mitch Malloy) e by Razor SK.

Registrato, mixato e masterizzato agli Elfo Studio da Daniele Mandelli, “Ruralizer” è un perfetto concentrato di dinamica stoner (“Acid Overlord”), pesantezza doom (“Hangman’s Friend”) e ombre blues, opportunamente debitore dei classici del genere (Lynyrd Skynyrd, ZZ Top, Black Sabbath), come del resto ribadisce la bella cover “Mississippi Queen” dei Mountain, ma al tempo stesso sufficientemente fresco e avvincente da intrattenere al meglio per tutta la sua durata, in un sano headbanging condotto dalle aspre vocals di Morbid, per un ascolto che lascia un sapore metallico e terroso, come un misto di sangue rappreso e fango di fiume in gola.

Voto recensore
7
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Old Blood

02. Acid Overlord

03. Graveyard Blues

04. Hellfire Rodeo

05. Ruralizer

06. Bite The Dust (and bleed)

07. At The Bitter End

08. Mississippi Queen

09. Hangman's Friend


Sito Web: http://www.facebook.com/Tombstone.Highway

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