Royal Blood – Recensione: Typhoons

Dopo quattro anni dall’uscita dell’album “How Did We Get So Dark” il 30 aprile uscirà “Typhoons”, il terzo EP dei Royal Blood distribuito da Warner Music e Black Mammooth Records, che vanta la collaborazione con Josh Homme (Queen Of The Stone Age) per quanto riguarda la produzione del brano “Boilermaker” e di Paul Epworth in “Who Needs Friends”.

La ritmatissima “Trouble’s Coming” ha il sapore della disco music e subisce l’influenza del sound di grandi artisti come Janet jackson, Daft Punk e Bee Gees. Il riff principale affidato al potentissimo basso di Mike Kerr rimane impresso, così come il ritornello ” I hear trouble coming, I hear trouble coming over and over again”. Impossibile non muoversi ascoltando questo pezzo.

Oblivion” mi ricorda moltissimo lo stile dei Muse sia per quanto riguarda la parte strumentale, sia per il modo in cui i cori sono stati utilizzati, mentre “Typhoons” è la title track dell’album e pone nelle sue fondamenta un paio di riff davvero efficaci, caratteristica dello stile della band che ha contraddistinto tutti i  suoi più grandi successi del passato come “Figure It Out”. La struttura è ben chiara e scandita a partire dalla parte strumentale arrivando ai lyrics perfettamente incastrati nei giusti spazi ritmici. I layers dei cori aggiungono potenza a questa hit esplosiva. Grazie alla corposa e incisiva linea di basso di Mike “Who Needs Friends ha un sound più scuro che si ”schiarisce” durante il l’orecchiabilissimo refrain, mentre le sonorità acide e particolari di “Million and One” cambiano completamente l’intenzione musicale della band che muta ulteriormente nel sapore retrò di “Either You Want It”, mentre nel ritornello della psichedelica “Limbo” la voce principale compie un dialogo con i cori fatto di botta e risposta. Il testo parla sostanzialmente di una crisi psicologica e del “sentirsi persi” davanti ad essa, di autodistruzione e dipendenza.

Anche in questo brano, come del resto in molti brani dell’album, l’influenza della musica disco si fa prepotentemente sentire, ma il mix che si crea con lo stile della band è un qualcosa di molto interessante a mio avviso. “Boilermaker”, ultimo e potente singolo dell’album uscito recentemente che ha già avuto modo di essere suonato on stage riscuotendo un grande apprezzamento da parte del pubblico, ha un titolo particolare che prende ispirazione da un cocktail omonimo. Mike Kerr descrive nel testo di questo brano gli incessanti pensieri oscuri che si mescolano shakerandosi nella sua mente mentre fissa il fondo del suo bicchiere. Come già anticipato precedentemente, questo brano è stato prodotto da  Josh Homme e possiamo percepire l’influsso dello stile dei “Queen Of The Stone Age” all’interno di esso.

Mad Visions” è un ritorno alle vibes disco dei primi pezzi dell’album supportate egregiamente dalla batteria tagliente di Thatcher, che non manca di incisività anche nella ritmatissima “Hold On”. L’album viene portato a termine da “All We Have Is Now”, un’intensa ballata dove possiamo udire la voce di Mike cimentarsi in un modo di cantare totalmente diverso e molto più delicato, accompagnato da un pianoforte.

I Royal Blood hanno saputo volgere uno sguardo all’intramontabile musica dance del passato rendendola perfettamente compatibile con il loro sound fatto di riff accattivanti e potenti distorsioni, mantenendo una freschezza sonora apprezzabile che rende ogni brano molto piacevole all’ascolto e aggiungendovi una buona dose di psichedelia.

Etichetta: Warner Music; Black Mammooth Records

Anno: 2021

Tracklist: Trouble’s Coming 2. Oblivion 3. Typhoons 4. Who Needs Friends 5. Million & One 6. Limbo 7. Either You Want It 8. Boilermaker 9. Mad Visions 10. Hold On 11. All We Have Is Now
Sito Web: Sito Web: https://www.royalbloodband.com/typhoons/

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