Shadow Gallery – Recensione: Room V

Dopo sette lunghi anni i primi due atti di ‘Tyranny’ hanno finalmente una degna conclusione lirico/musicale nel qui presente ‘Room V’ che è solo il quinto album per gli Shadow Gallery in ben 13 anni di carriera discografica (senza contare gli esordi underground). A causa di questo legame tematico (ma non solo) il tempo sembra effettivamente essersi fermato per i musicisti del Pennsylvania che ripropongono le stesse sonorità ormai dal 1995 anno della pubblicazione del “classico” ‘Carved In Stone’ con l’unica novità rappresentata dalla collaborazione al mixing del mitico Jeff Glixman (Kansas).

Parafrasando il titolo già dall’iniziale/strumentale ‘Manhunt’ ci sembra di essere in una stanza di casa nostra tanto si rivela riconoscibile il sound della band; via quindi alle conosciute fughe armoniche date dalla doppia chitarra (Allman/Wehrkamp) e dalle doppie tastiere (Ingles/Wehrkamp) con richiami a melodie del passato (un po’ come fecero i Dream Theater di ‘Scenes From A Memory’) che ci introducono alla “quinta camera” che senza testi è difficile intuire cosa sia (?). Anche la successiva ‘Comfort Me’ è legata a doppio filo a ‘Tyranny’ visto che vede la presenza per la seconda volta di un riuscito duetto tra Mike Baker e Laura Jaeger (la “prima volta” fu su ‘Spoken Words’). ‘The Andromeda Strain’ e ‘The Archer Of Ben Salem’ sono ottimi pezzi che si avvicinano ancora al vecchio stile della band ma con un approccio nuovo fatto di maggiore aggressività e ritmiche risolutamente metal; immancabile poi lo strumentale questa volta diviso in due tracce (‘Birth Of A Daughter’ e ‘Death Of A Mother’) che riporta alla memoria i bei tempi andati di ‘Images And Words’ mentre in ‘Encrypted’ fa addirittura capolino una gustosa interpretazione blues attualizzata al 2005

Non va dimenticato a completezza d’informazione che gli Shadow Gallery fanno parte di quella che fu la prima ondata di band dedite al cosiddetto prog metal e non è corretto considerarli epigoni di questa o quella band più o meno nota; va altresì sottolineato come l’aver realizzato solo cinque album in molti anni di carriera non è cosa usuale e fa capire come negli intenti del gruppo non ci siano mai stati solo fini commerciale bensì sia sempre stato messo in primo piano l’aspetto artistico musicale…ovviamente realizzato con dovizia di preparazione e maestria strumentale. E a noi va bene così. Intervista a GARY WEHRKAMP

Voto recensore
7
Etichetta: Inside Out/Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

ACT III

01. Manhunt
02. Comfort Me
03. The Andromeda Strain
04. Vow
05. Birth Of A Daughter
06. Death Of A Mother
07. Lamentia

ACT IV

08. Seven Years
09. Dark
10. Torn
11. The Archer Of Ben Salem
12. Encrypted
13. Room V
14. Rain


1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. luci di ferro

    io spero che i navigatori che si troveranno a leggere la recensione capiscano l’ingiustizia di dare un voto cosi basso 7. Ad un album del genere, Room V dei Shadow Gallery valore reale, vero 9,5.

    Reply

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