Rivers Of Nihil – Recensione: Monarchy

Con il disco precedente li avevamo definiti una promessa, e siamo contenti di vedere in questa nuova uscita concretizzarsi molte delle attese che la band aveva creato con “The Conscious Seed Of Light”. Appare infatti inevitabile per band partite a tutta su tecnica e brutalità virare su un contenuto leggermente più melodico per aprire nuovi spazi di interpretazione. Così hanno fatto anche i Rivers Of Nihil e questo nuovo “Monarchy” mostra un volto diverso, più ragionato e vicino al moderno (extreme) progressive, ma sempre suonato con grande perizia e capace di vera ferocia quando si rende necessario.

“Heirless” apre il tutto con i suoi due minuti di semi-tranquillità. Un piccola introduzione che schiude a scenari ben più nervosi e sincopati già con “Perpetual Growth Machine”: veloce, dissonante e terribilmente oscura nei momenti più rilassati (l’uso dei synth è spesso inquietante), ma sempre ben inquadrata sul formato canzone. Ed è questo il fulcro dei nuovi Rivers Of Nihil, maturati nel momento giusto e ora più concentrati sulla struttura dei brani.

Proprio al servizio di questa superiore necessità appaiono finalmente messe la tecnica non indifferente in mano ai musicisti e anche quando i cambi di ritmo diventano molti e le dissonanze marcate, come in “Ancestral I” o “Dehydrate” non si perde mai la bussola, riuscendo sempre a seguire le evoluzioni strumentali del combo.

Ancora meglio riesce a fare il gruppo quando si tratta di costruire song dall’impatto armonico più melodico: “Terrestria II: Thrive” e la possente “Suntold” vivono infatti di un perfetto equilibrio tra gli elementi e colpiscono nel segno, proponendo parti strumentali evocative e una comunque percettibile tensione ritmica nello svolgimento.

Superbe poi tracce come la title track o “Circles In The Sky”, in cui parti melodiche e tastiere estranianti si mescolano in modo incredibilmente fluido con altre estremamente violente, riuscendo a dare la giusta musicalità all’insieme.

Monarchy” si presenta come un disco ricco di dinamiche, vario e che si ascolta comunque tutto d’un fiato senza alcuna fatica. Resa da manuale.

Voto recensore
8
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Heriless
02. Perpetual Growth Machine
03. Reign Of Dreams
04. Sand Baptism (il video ufficiale)
05. Ancestral, I
06. Dehydrate
07. Monarchy
08. Terrestria II: Thrive
09. Circles In The Sky
10. Suntold


Sito Web: https://www.facebook.com/riversofnihil

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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