Paradox – Recensione: Riot Squad

Quasi in contemporanea con l’ultimo (ottimo) lavoro dei Megadeth, esce anche il nuovo album dei Paradox. Gli appassionati del genere non possono far altro che gongolarsi per lo stato di salute del thrash metal, almeno quello interpretato dalle ‘vecchie glorie’, gode di buonissima salute. I Paradox, come già confermato con precedente (bellissimo!) “Electrify” (2008), stanno vivendo una seconda giovinezza, grazie ad una trovata creatività che ha quasi dell’incredibile. Suono, arrangiamenti e con un songwriting sopraffino, è praticamente impossibile non piegarsi al volere di un album come “Riot Squad”. Rispetto al precedente platter, le composizioni vantano maggiore aggressività e velocità, senza tralasciare lo spiccato gusto ‘melodico’ tipico dei Paradox, caratteristica peculiare del gruppo tedesco e, soprattutto, del leader Charly Steinhauer. Nonostante la provenienza, i Paradox hanno sempre preso le distanze dal tipico sound tedesco dei loro connazionali (Kreator, Sodom, Destruction e Tankard), optando per uno stile americano e tecnico, sulla scia di quanto fatto dagli Hades. Ma torniamo a “Riot Squad” ed all’arsenale di razzi ivi contenuto, sottoforma di brani possenti, tiratissimi e suonati con gusto: abbelliti da assoli che danno il piacere di ascoltarlo e riascoltarlo.

More Electrify

Voto recensore
7
Etichetta: AFM Records / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. Suburban Riot Squad
02. Hollow Peace
03. Riptide
04. Rise In Rank
05. Evolution Reset
06. Nothingness
07. No Place To Survive
08. Dream Hero
09. Planet Terror
10. Psychofficial

Sito Web: www.paradox-bangers.de

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