Vader – Recensione: Revelations

Arrivati alla dodicesima uscita i polacchi Vader non hanno più bisogno di alcuna presentazione. ‘Revelations’ continua sulla strada del death metal più brutale, genere esplorato accuratamente negli anni che ci separano dal 1986 (anno di formazione del gruppo) ma che sa ancora vedere i Vader capaci, coraggiosi e dinamici. Esattamente la grandissima capacità dinamica, particolarmente ma non solo a livello ritmico, ad essere la carta vincente del disco. ‘Wolftribe’ si muove fra delirio slayeriano, alternanza di pieni e vuoti e una conclusione di ferocia con una durissima parte blastbeat, mentre ‘Torch Of War’ abbina la velocità propria del genere con un ergersi impietoso di chitarre tanto tese quanto brutalmente solenni, sfondo nero in stile Morbid Angel per un violentissimo sfogo anticristiano. Piene di carisma ed esperienza sono anche gli incroci (anti)melodici posti all’inizio di ‘When Darkness Calls’, prima doppiati e poi squarciati da una ghigliottina luccicante di distorsione, ma è il flusso di ‘Revelations’ a renderlo così avvincente e vario. I Vader vantano ormai qualsiasi tipo di manualità death e arrivano a contemplare un incredibile numero di soluzioni per la propria scrittura. La dimostrazione che esiste tuttora, nel 2002, un modo intelligente e propositivo di suonare death metal.

Voto recensore
8
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: Epitaph
The Nomad
Wolftribe
Whisper
When Darkness Calls
Torch Of War
The Code
Lukewarm Race
Revelation Of Black Moses

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