Liv Kristine – Recensione: Vervain

Artista amatissima a livello internazionale, Liv Kristine si riconferma essere una delle migliori cantanti del panorama metal odierno, merito del suo forte carisma e della sua voce vellutata e carezzevole, capace di interpretare qualsiasi cosa. In quest’anno ricchissimo di uscite, la bella vocalist norvegese porta sugli scaffali la sua quinta fatica discografica, “Vervain”, un album tanto osannato ma che, sinceramente, delude un pochino le aspettative di chi scrive.

Seppur etichettato come un (possibile) ritorno alle origini degli ormai sepolti Theatre Of Tragedy, al platter in questione manca il mordente; quello che fondamentalmente ci troviamo tra le mani è il classico album pop/rock che si lascia ascoltare volentieri, ma che fa storcere il naso, poiché da una artista di questo calibro non ci si aspetterebbe un album scontato: “Stronghold of Angels” che vanta, per l’occasione, la partecipazione di Doro Pesch è ciò che si potrebbe definire “tutto fumo e niente arrosto”, si tratta del classico pezzo piuttosto pacchiano basato su melodie suonate al piano che si lascia sì ascoltare, ma che in sostanza non ha nulla di memorabile, al contrario del primo singolo, “Love Decay”, unico brano dell’intero lotto che porta l’ascoltatore ad “abusare” del tasto replay. Sarà per quelle melodie che tanto hanno reso famosi i Theatre Of Tragedy, sarà per la scelta azzeccata del guest maschile, Michelle Darkness (End Of Green), che dai primi istanti ricorda Østen Bergøy (storica voce maschile dei Tristania dei bei tempi andati), ma fatto sta che l’accostamento delle due voci nel contesto risulta funzionale, portandoci ad affermare senza esitazione che questo sia il miglior brano della carriera solista di Liv. Le restanti tracce, purtoppo, sono perlopiù pezzi molto radiofonici, come la titletrack o “Elucidation”, che portano la firma riconoscibilissima di Thorsten Bauer (Leaves’Eyes), “ospite fisso” già da un paio di anni insieme al collega Alex Krull, le cui capacità tecniche hanno dato all’album una produzione cristallina ed impeccabile!

Con mio grosso rammarico, ammetto che questo “Vervain” ha un po’ (tanto) deluso le aspettative e, vista la massiccia promozione effettuata sia dalla stessa artista, che dall’etichetta, mi sarei aspettata un disco un po’ più appagante. In questo nuovo capitolo discografico non vi è traccia di nessun comeback artistico, eccezion fatta per qualche spruzzo gothic doom piazzato qua e là che parrebbe strizzare l’occhio ai già citati Theatre Of Tragedy, ma anche agli attuali Leaves’Eyes. Nella speranza di avere a che fare con un album che possa riportare in auge l’epoca d’oro della vecchia “band madre”, a noi non resta che rimandare questo lavoro e tenere le dita incrociate.

Voto recensore
6
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. My Wilderness
02. Love Decay (featuring Michelle Darkness)
03. Vervain
04. Stronghold Of Angels (featuring Doro Pesch)
05. Hunters
06. Lotus
07. Elucidation
08. Two And A Heart
09. Creeper
10. Oblivious
11. Unbreakable (bonus track)
12. Love Decay (bonus track)
13. Stronghold Of Angels (bonus track)


Sito Web: http://www.livkristine.com

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