Deep Purple – Recensione: …To The Rising Sun (Tokyo)

La seconda parte del tour promozionale di “Now What?” ha portato i Deep Purple anche nella terra del Sol Levante, precisamente al Budokan di Tokyo, il cui concerto è stato immortalato nella seconda parte di questa imponente doppia uscita live. Dato che si tratta dello stesso tour del primo concerto registrato, cioè quello di Wacken, di cui abbiamo già parlato qualche giorno fa, le differenze nella setlist non sono moltissime e in un certo senso vanno a compensare le piccole carenze che erano presenti nel primo disco (potremmo chiamarli anche album rosso e album blu, dai colori delle rispettive copertine, ma probabilmente riceveremmo minacce di morte da qualche fan dei Beatles).

Il concerto inizia con “Après Vous”, di cui non c’è traccia nel concerto di Wacken, e si articola poi allo stesso modo con l’alternanza tra vecchi e nuovi brani e con piccole inversioni nell’ordine dei pezzi. La seconda parte del concerto inizia simbolicamente con quella “The Mule” di cui si era sentita la mancanza nel concerto di Wacken, condita come solito a metà da un ottimo assolo di Ian Paice, per poi riprendere con una “Lazy” più scatenata del solito e con una “Above And Beyond” che è ormai pronta a diventare uno dei grandi classici del repertorio dei Deep Purple.

Anche “Strange Kind Of Woman” è riuscita meglio in Giappone, così come l’assolo di Don Airey, che ovviamente è diverso da quello suonato in Germania, anche se il riferimento della Marcia alla turca di Mozart è un qualcosa che il geniale tastierista infila spesso nei momenti a lui dedicati. Solo nel finale Ian Gillan tende ad incespicare, in modo particolare in “Hush”, per poi riprendersi, per fortuna, durante “Black Night”, complice una pausa strumentale giunta ad hoc, ma è in pratica l’unica increspatura evidente nel complesso di entrambi i live, quindi non c’è molto da recriminare. Altri grandi classici come “Perfect Strangers” e “Space Truckin’”, collocati con regolarità verso la fine della scaletta, sono invece eseguiti come al solito in modo impeccabile.

Quale dei due live è riuscito meglio? Germania o Giappone? È un po’ come quando da piccoli ci chiedevano “vuoi più bene alla mamma o al papa?”, ma se dovessimo proprio fare una scelta, questa volta la terra d’Oriente avrebbe la meglio sul vecchio continente, grazie a una setlist ritoccata poco ma nei punti giusti, a parti strumentali curate meglio del solito e a una band che sì, è sempre in gran forma, ma che in questo caso dà veramente il meglio di sé.

Voto recensore
8
Etichetta: earMUSIC

Anno: 2015

Tracklist:

CD1:

01. Après Vous
02. Into The Fire
03. Hard Lovin' Man
04. Strange Kind Of Woman
05. Vincent Price
06. Contact Lost
07. Uncommon Man
08. The Well-Dressed Guitar
09. The Mule
10. Above And Beyond

CD2:

01. Lazy
02. Hell To Pay
03. Don Airey's Solo
04. Perfect Strangers
05. Space Truckin'
06. Smoke On The Water
07. Green Onions / Hush
08. Black Night


Sito Web: https://www.facebook.com/officialdeeppurple?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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