Lost Society – Recensione: Terror Hunrgy

Sia chiaro, nessuna persona di buon senso può aspettarsi qualcosa di originale dalla scena thrash metal attuale. L’intero movimento nasce dalla voglia di musicisti più giovani di misurarsi con quanto fatto negli anni ottanta e dimostrare di avere ancora qualcosa da aggiungere alla non certo irrilevante mole di materiale disponibile. C’è chi lo fa con aumentata potenza ritmica, chi puntando sulla pulizia d’esecuzione, chi attraverso un piglio ironico… e chi come o Lost Society facendo di tutto un po’.

Come era già accaduto per il debutto parlare di una band come quella formata da questi ragazzi finlandesi è allo stesso tempo estremamente facile e terribilmente complicato. Da un lato infatti chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il genere può agevolmente immaginare cosa andrà ad ascoltare inserendo nel lettore un album come “Terror Hungry” (Qui il video), dall’altro quello che non è semplice da spiegare è perché una formazione dotata di eccellente tecnica, buon tiro e altrettanto valida confezione di suoni, non sia alla fine capace di smuovere più di tanto.

Il punto centrale risiede, a nostro giudizio, nella patina eccessivamente costruita che il prodotto presenta: se infatti grattate via questa superficie di perfezione formale, ciò che rimane non è molto più di quello che una qualsiasi band di genere riesce a fare da sola nel proprio garage.

Manca quella urgenza brutale che fin dai tempi è stata il fattore scatenante della violenza insita nel thrash, e allo stesso tempo non traspare quella voglia di strutturazione maggiormente complessa che era stata il motore dell’evoluzione stilistica messa in atto dalle migliori tra le band di seconda e terza generazione.

Bisogna però allo stesso tempo riconoscere ai Lost Society di avere fatto un piccolo passo avanti rispetto al debutto e di aver in parte accantonato l’eccesso di ingenuità presenti in “Fast Loud Death” (qui la recensione) a favore di un approccio più maturo e serio.

Sparsi nella tracce ci sono infatti parecchi assoli interessanti e cambi di ritmo ben articolati che rendono l’insieme meno banale. Resta però ancora da migliorare il songwriting complessivo, inserendo una qualche particolarità nelle singole tracce che faccia uscire le composizioni dal già sentito migliaia di volte. Purtroppo per quello non bastano precisione esecutiva e una bella produzione, serve una personalità che i pur bravi Lost Society non dimostrano ancora di possedere.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2014

Tracklist:

01. Spurgatory
02. Game Over
03. Attaxic
04. Lethal Pleasure
05. Terror Hungry
06. Snowroad Blowout
07. Tyrant Takeover
08. Overdosed Brain
09. Thrashed Reality
10. F.F.E.
11. Brewtal Awakening
12. Mosh It Up
13. Wasted After Midnight
Bonus:
14. You Can't Stop Rock ‘N' Roll


Sito Web: https://www.facebook.com/lostsocietyfinland

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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