Silver Lake By Esa Holopainen – Recensione: Silver Lake by Esa Holopainen

Il grande pubblico in ambito metal lo conosce ormai da anni come uno dei membri fondatori degli Amorphis ma, con i Silver Lake, il chitarrista Esa Holopainen debutta anche in veste di mastermind e timoniere di un progetto solista. E quello che ci troviamo per le mani non è certo un progetto di poco conto, né un disco d’apertura che si merita di passare inosservato.
Esa Holopainen seleziona un carnet di bellissime voci del panorama metal, tutte maschili ad eccezione di Anneke Van Giersbergen, e aggiunge come ciliegina sulla torta il parlato ipnotico dell’attore finlandese Vesa-Matti Loiri; ne esce un disco in cui ogni pezzo è affidato ad un vocalist differente (ad eccezione di Jonas Renkse dei Katatonia che porta a casa “Sentiment” e “Apprentice”) e in cui ogni artista imprime il suo peculiare sigillo sul proprio brano, senza però mai perdere di vista la ricerca della melodia accattivante.
Ciò che accomuna tutte le tracce dell’album, infatti, è un’attitudine pop di fondo, nel migliore delle accezioni di questa parola: ogni brano ha un suo particolare tratto distintivo, ma mantiene un’ottima dose di accessibilità che lo rende diretto ed efficace.

Il disco si apre con la strumentale Silver Lake che, a detta dello stesso Esa Holopainen, è il suo contributo “canoro” al progetto; segue “Sentiment” che, al pari della conclusiva “Apprentice”, trasuda di una malinconia progressive che ricorda da vicino i Katatonia del singer Jonas Renkse.
Tutt’altro tono si intravede nella prorompente e catchy “Storm”, con alla voce il cantante svedese Håkan Hemlin, che prende l’ascoltatore per mano e lo conduce fino a “Ray Of Light”, una piccola perla di circa 3 minuti e mezzo dalle vibrazioni Leprousiane impresse dal cantato inconfondibile di Einar Solberg.
La già citata “Alkusointu” è la voce fuori dal coro dell’album, dove il timbro profondo e quasi magico di Vesa-Matti Loiri domina dall’inizio alla fine; “In Her Solitude” riunisce in parte gli Amorphis grazie alla collaborazione di Tomi Joutsen, che traina il pezzo verso i lidi folk progressive che tanto piaceranno ai fan della band principale di Esa Holopainen (soprattutto negli ultimi dischi del gruppo finlandese).
Più diretta e incisiva la successiva “Promising Sun”, cantata da Björn “Speed” Strid, ormai capace di muoversi con disinvoltura su terreni assai melodici, forte anche dell’esperienza con i The Night Flight Orchestra. Ed ecco che l’unica voce femminile dell’album si incontra nella magica “Fading Moon”, affidata alle sapienti corde vocali di Anneke van Giersbergen.

Non si può che gioire del fatto che Esa Holopainen abbia trovato tempo e modo di dare anima e corpo ai Silver Lake e alla sua carriera solista: se questi sono i presupposti, dobbiamo solo augurarci che questo disco omonimo non sia che il primo episodio di una lunga, prolifica e interessantissima serie.

Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2021

Tracklist: Tracklist: 01. Silver Lake 02. Sentiment 03. Storm 04. Ray Of Light 05. Alkusointu 06. In Her Solitude 07. Promising Sun 08. Fading Moon 09. Apprentice
Sito Web: https://www.facebook.com/SilverLakeEH

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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