Satan’s Wrath – Recensione: Die Evil

In tutta sincerità non c’è molto da dire su “Die Evil”, nuovo studio album dei greci Satan’s Wrath, in uscita in questo inizio di Maggio per Metal Blade. La band non è molto di più che un onesto tributo alle sonorità estreme di metà anni ’80, con un santino dei Possessed sul comodino e un occhio di riguardo anche per Venom, Destruction, Slayer e tutta la mandata speed/thrash degli anni che furono.

L’ensemble possiede senza dubbio un bagaglio tecnico di alto livello e un songwriting ben rodato, fatto sta che “Die Evil” suona anche piuttosto derivativo, senza alcuna rielaborazione, quanto piuttosto una ripresa del sound che ha influenzato gli ellenici. Prepariamoci a nove tracce veloci e scarne, canzoni da cui emerge tutta la passione e la coerenza del progetto, che si palesa nelle linee vocali acidule ed aggressive di Tas, nelle chitarre al fulmicotone di Stamos e nel drumming tellurico, quasi senza respiro di Kostas.

Certo è difficile uscire dal mosh, ma i brani, per quanto si rifacciano pienamente all’essenzialità dell’epoca, possiedono un corpus anthemico che potrebbe farvi scapocciare per un bel po’. Episodi come “Coffinlust”, che si concede alcune variazioni black’n’roll motorheadiane, il feeling d’antan che molto deve ai Venom di “A Mindless Servant Of Satan” o ancora la devastante “Castle Of Torment”, hanno tutti i numeri per piacere a chi è affezionato a quel sound indimenticabile.

In definitiva una release di genere discreta alla quale potete togliere o aggiungere mezzo punto a seconda di quanto siate interessati. Ovvio poi che per i neofiti che in barba alle mode intendono avvicinarsi a questo panorama, i punti di partenza devono essere ben altri.

Voto recensore
6
Etichetta: Metal Blade

Anno: 2015

Tracklist:

01. Raised On Sabbaths
02. Satanic War
03. Diabolical Shudder
04. Die Evil
05. Coffinlust
06. Dead Of The Shallow Graves
07. At The Strike Of Twelve
08. A Mindless Servant Of Satan
09. Castle Of Torment


Sito Web: https://www.facebook.com/666SATANSWRATH666

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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