Revolution Saints – Recensione: Revolution Saints

Diciamocelo: per chi abbia sentito cantare Deen Castronovo, batterista dei Journey con una carriera di tutto rispetto alle spalle, l’attesa di questo album a nome Revolution Saints era davvero notevole. Andava al di là dello scetticismo per un progetto nato a tavolino, progetto che coinvolge oltre a Castronovo due leggende come Doug Aldrich e Jack Blades, oltre ad Alessandro Del Vecchio responsabile del songwriting e della produzione.

La classe non si discute, Castronovo conferma di essere un singer portentoso (migliore pure di Arnel Pineda nell’emulare lo Steve Perry-style), ed alcuni pezzi potrebbero tranquillamente essere usciti dal repertorio dei Journey: stiamo parlando, in particolare della celestiale “Turn Back Time” e della brillante “Dream On”, carica di ottimismo nel testo e nella musica. Bene pure la liquida “Better World” e la diretta “Strangers To This Life”, nelle quali Castronovo regala performance davvero di grande livello. Il top, però, lo raggiunge nell’emozionante “In The Name Of The Father”, che chiude magnificamente l’album. Aldrich regala qualche assolo degno di nota, ad esempio nell’opener “Back On My Trail”, ma non si impone come avrebbe potuto, con i pro e i contro del caso. Altri episodi sono meno riusciti, pane per i denti dei melodic rocker ma senza entusiasmare. Arnel Pineda e Neal Schon portano il loro contributo alla causa senza incidere, per la verità, più di tanto né modificare sostanzialmente il giudizio su un buon album, che forse però non risponde per tutta la sua durata alle aspettative generate dai nomi coinvolti.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers

Anno: 2015

Tracklist:

01. Back On My Trail
02. Turn Back Time
03. You're Not Alone (feat. Arnel Pineda)
04. Locked Out Of Paradise
05. Way To The Sun (feat. Neal Schon)
06. Dream On
07. Don't Walk Away
08. Here Forever
09. Strangers To This Life
10. Better World
11. How To Mend A Broken Heart
12. In The Name Of The Father (Fernando's Song)


Sito Web: https://www.facebook.com/RevolutionSaints

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. luigi

    mah…… se non fate nemmeno un commento alla spettacolosa “Here Forever” vuol dire che avete ascoltato bene tutto l’album o lo avete fatto solo superficialmente …. riascoltatelo e poi recensitelo ancora … pargonandolo a tutta la schifezza che c’è in giro questo è un capolavoro!

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  2. Reb75

    Disco a mio avviso molto riuscito che cresce ascolto dopo ascolto. Preferisco di gran lunga i pezzi più movimentati rispetto ai lenti ma è questione di lana caprina. E poi come non menzionare il grande lavoro di tutti gli strumentisti (Castronovo da favola in particolare) unitamente all’ottima regia del bravissimo Alessandro Del Vecchio. Promosso a pieni voti!

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