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Obsidian Kingdom – Recensione: Mantiis

Avevamo approcciato i più che interessanti Obsidian Kingdom due anni fa in occasione della prima tiratura (auto prodotta) del qui presente “Mantiis” e non ci può che far piacere scoprire che la Season Of Mist si occupi di ripubblicare e distribuire un lavoro che effettivamente merita una distribuzione più capillare
; non sappiamo se la label manterrà la stessa elegante confezione cartonata
 in nostro possesso, imperscrutabile ma affascinante come il post metal sperimentale che ci presentano questi eccentrici spagnoli.

“Not Yet Five” introduce l’album con atmosfere cupe e solenni degne degli Antimatter mentre “Oncoming Dark” si muove palesemente sulle coordinate dei Katatonia
.

Le tracce sono numerose e tutte di durata medio/bassa anche se “Mantiis” (il cui sottotitolo è “An Agony In Fourteen Bites”) è da considerarsi un’unica composizione in diversi movimenti dove la band di Barcellona alterna passaggi acustici, programming e parti più tirate; la presenza di intermezzi e frequenti cambi d’umore dà una connotazione quasi prog (“Answers Revealing”) all’alternative sperimentale presentato da questi ragazzi di belle speranze. 
Il sax di “Last Of The Night” ingrandisce ancora di più la tavolozza di sonorità degli Obsidian Kingdom soprattutto perché collegato a schegge estreme di matrice quasi black (vedi anche il singolo “Ball-Room”) riconducibili agli Ulver.

Un album passato inosservato che fortunatamente trova lo spiraglio che si merita.

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