Cirith Ungol – Recensione: Frost And Fire

“Frost And Fire” è l’album di debutto dei Cirith Ungol, ossia la band che, insieme a Manilla Road e Manowar, forma l’invincibile trio che ha creato il genere epic metal. Ognuna delle band citate ha dalla sua parte la caratteristica fondamentale di avere una personalità straripante che permette agli ascoltatori di identificare lo stile della formazione dopo pochi secondi di ascolto.

Il gruppo di Ventura (California), dopo due demo uscite nel 1979 (“Cirith Ungol” e “The Orange Album”), debutta nel 1981 con “Frost And Fire”, grazie alla Liquid Flame Records che stampa 500 LP dell’opera.

L’album ha come unico difetto quello di risentire ancora dell’influenza hard rock anni ’70 e senz’altro gli stessi pezzi registrati un paio d’anni dopo sarebbero risultati decisamente più metal.

Precisato questo va aggiunto che l’ascoltatore attento rimarrà estasiato nel riconoscere fin da queste prime sette tracce le caratteristiche fondamentali del gruppo californiano.

Innanzitutto la voce acuta, personalissima e interpretativa di Tim Baker, ossia il classico singer che si ama alla follia o che non si può sopportare, ma che di certo rende inconfondibile ogni singola traccia della band.

In seconda battuta abbiamo il sound unico delle chitarre dello scomparso (nel 1998) Jerry Fogle (maggior compositore della band) e di Greg Lindstrom, che miscelano alla perfezione melodia e cupe atmosfere dalle tinte rock. Infine risulta di grande impatto lo spazio significativo lasciato alla linea ritmica, molto diretta, formata dalla batteria di Robert Garven e dal basso suonato dallo stesso Lindstrom, che spesso e volentieri svetta nei brani donando spessore selvaggio ed energia.

Alcuni pezzi sono fin troppo rock oriented, come “What Does It Take” (traccia comunque oscura e ossessiva, grazie alle tastiere di Lindstrom), la poco convincente “Edge Of A Knife” (linea vocale forse un po’ stentata) o ancora la conclusiva “Maybe That’s Why”, strumentale interessante ma fin troppo lungo.

D’altro canto i Cirith Ungol convincono ad esempio con l’incalzante “I’m Alive”, brano superlativo che pone sugli scudi sia le chitarre che l’interpretazione superba di Baker. Citiamo poi la schiacciasassi rockeggiante “A Little Fire”, in cui il basso interpreta il ruolo dominante o ancora la proto-epic track-list che meglio di tutti gli altri pezzi ci fa intravedere cosa sarebbero presto divenuti i musicisti statunitensi.

Citiamo poi gli altri elementi che contraddistinguono questa band indimenticabile; prima di tutto le meravigliose copertine di Michael Whelan sempre ispirate a Elric di Melnibonè di Michael Moorcock e poi i testi spesso di ispirazione fantasy eroica o high fantasy, basti citare il nome del gruppo che si rifà alle opere di Tolkien.

Frost And Fire” è il primo capitolo di una storia di eccelso valore che purtroppo si è protratta per sole altre tre release che risultano esser tutte dei capolavori del genere.

Etichetta: Liquid Flame Records

Anno: 1981

Tracklist:

01. Frost And Fire
02. I'm Alive
03. A Little Fire
04. What Does It Take
05. Edge Of A Knife
06. Better Off Dead
07. Maybe That's Why


Sito Web: https://itunes.apple.com/us/artist/cirith-ungol/id56578108

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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