Threshold – Recensione: Dividing Lines

Avevamo avuto gli ultimi contatti diretti coi Threshold in occasione dell’ottimo concerto tenuto a Veruno (NO) nel settembre 2018 al “2days Prog + 1 Festival”, data che promuoveva il precedente, doppio “Legends Of The Shires” disco che aveva segnato il ritorno di Glynn Morgan dietro al microfono.

La formazione è confermata anche per il nuovo “Dividing Lines” album singolo ma che supera l’ora di durata e sorprende sinceramente per la sua freschezza nonostante il prog metal dei nostri sia praticamente lo stesso dalle origini dei primi anni ’90. Come detto in una precedente recensione in realtà gli inglesi non hanno mai realizzato album interlocutori ma hanno convinto ad ogni pubblicazione per la codifica di un trademark ormai consolidato fatto di ampie porzioni metal, memorabili aperture melodiche, linee vocali mai banali ed un innato gusto prog.

Pur giunto sul finire dell’anno “Dividing Lines” è sicuramente uno dei prodotti più a fuoco di questo 2022, dove ogni tassello è al suo posto senza come detto stravolgere la proposta di Karl Groom & Co. ma semplicemente rendendola più fresca ed attuale.

“Haunted” è la tipica opener uptempo dei Threshold col metronomo che accelera notevolmente ed un Morgan in forma smagliante. Curioso l’utilizzo più moderno delle tastiere da parte di Richard West, punto a favore di tutto l’album, in particolare di pezzi come “Hall Of Echoes”, di diritto tra le top track dei nostri; parte infatti marziale, poi lascia spazio all’interpretazione di Morgan e si segnala per una splendida prova dietro alla batteria di Johanne James.

Dopo questa partenza di altissimo livello stupisce come le variazioni ritmiche di “Let It Burn” alzino ulteriormente l’asticella con una linea vocale aggressiva a seguire la sezione ritmica ed un ritornello che sfrutta tutte le ottave a disposizione di Glynn Morgan, invero quasi al limite; “Complex” è un’altra traccia che viaggia sulle stesse frequenze ed è ritmicamente coinvolgente.

Dopo cotanta grazia il singolo “Silenced” scorre via quasi senza accorgersene pur essendo un ottimo pezzo, soprattutto perchè caratterizzato da una scelta azzeccatissima dei suoni; anche “The Domino Effect” è più canonica ed in linea coi pezzi lunghi dei Threshold e ci ha ricordato il “classico”“Part Of The Chaos”… ciò non vuol dire che la canzone non sia riuscita, anzi si è già visto il suo inserimento in molte classifiche tra i pezzi dell’anno sul web.

Seguono un paio di tracce più canoniche, rese comunque molto appetibili dal duo Morgan/James… davvero due forze trainanti su questo album (“Run” in particolare su una base semplice diventa un pezzo accattivante per la sapienza musicale dei nostri in fase di arrangiamento).

Ricordiamo quanto Karl Groom oltre ad un’esperienza ormai trentennale sia un produttore molto stimato sia in Inghilterra ma da tutta la comunità metal europea e “Dividing Lines” gode di questo plus con una produzione nitida e potente; gli inglesi chiudono con “Defence Condition” sorta di compendio di quanto ci hanno proposto su questo album, davvero uno degli highlight del 2022 che speriamo possa essere apprezzato da una fanbase sempre più ampia.

Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2022

Tracklist: 01. Haunted 02. Hall Of Echoes 03. Let It Burn 04. Silenced 05. The Domino Effect 06. Complex 07. King Of Nothing 08. Lost Along The Way 09. Run 10. Defence Condition
Sito Web: https://www.thresh.net/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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