Epitaph – Recensione: Crawling Out Of The Crypt

Meglio tardi che mai. I veronesi Epitaph affondano le loro radici ne lontano 1987 ma per una serie di circostanze sfortunate che hanno portato la band ad una iato durato ben 20 anni (all’indomani della pubblicazione di “Mental Walls”, terzo demo risalente al 1994), l’effettivo debut album “Crawling Out Of The Crypt” vede la luce soltanto oggi grazie alla High Roller Records.

Contemporanei alle numerose band italiane horror/doom nate negli anni’80 sulla scia del successo dei celebri Death SS, gli Epitaph annoverano tra le proprie file dei veterani del metal tricolore che peraltro hanno prestato servizio in oscure compagini dell’underground nostrano, tra cui All Soul’s Day, Black Hole e Sacrilege.

“Beyond The Mirror”, con i riff compressi e oscuri tessuti da Lorenzo Loatelli, apre le danze macabre attraverso il suo corpus cupo ed essenziale, mostrando subito come una delle credenziali del gruppo sia nella voce tremula e grave di Emiliano Cioffi, diabolico cantastorie che saprà intrigarvi. Molto buone le successive “Ancient Rite” e “Sacred And Prophane”, due brani con un che di “dark”, da vedersi nei suoni riverberati, in una voce versatile e misteriosa, nonché nell’utilizzo di tastiere che offrono movimenti oscuri. La preferenza per uno stile classico si manifesta anche nel mood epico e quadrato dei brani, che guida buoni episodi di genere come “Daughters Of Lot” (che non lesina elementi sinfonici molto orecchiabili) o la punta di diamante “Necronomicon”, pezzo sostenuto e molto heavy ma che non rinuncia ai consueti innesti melodici. Qui sale sugli scudi la prova della sezione ritmica costituita dal basso tonante di Nicola Murari e dalla batteria di Mauro Tollini.

“Crawling Out Of The Crypt” è un buon disco, realizzato con cura e godibile, oltre ad essere un pezzetto di storia della musica di casa nostra. Certo gli Epitaph sono arrivati in ritardo e non propongono nulla che non sia stato già detto, ma il lavoro resta una valida testimonianza di quel vintage horror rock per il quale il nostro paese non era secondo a nessuno.

Voto recensore
7
Etichetta: High Roller Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Beyond The Mirror

02.  Ancient Rite

03.  Sacred And Prophane

04.  The Battle Of Inside

05.  Daughters Of Lot

06.  Loser One

07.  Necronomicon

08.  Confuse The Light


Sito Web: https://www.facebook.com/epitaph.doom

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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