Nachtblut – Recensione: Chimonas

Se il precedente album “Dogma” (la recensione) flirtava con sonorità prossime al goth made in Germany, “Chimonas” (i dettagli), la nuova fatica dei tedeschi Nachtblut, vede la band spostarsi in modo convinto verso coste epiche e ricche di enfasi, pur mantenendo intatto il trademark che ha reso il gruppo una delle realtà più fruibili nell’ambito del metal estremo.

Questa volta però c’è meno spazio per i pastiche elettronici (presenti solo a livello di sfumatura) e ruffianerie di sorta, la nuova fatica suona decisamente più genuina e diretta, complici delle canzoni incisive che spesso partono come mid tempos per poi guadagnare velocità, costruendo passaggi e refrain che fanno leva su di un immediato riscontro emozionale. In tutto questo l’anima melodica dell’ensemble ha comunque un ruolo fondamentale, le tastiere e le orchestrazioni di Lymania intervengono a caricare di enfasi i singoli brani, che svolgono bene il doppio ruolo di essere gradevoli e aggressivi.

Convince poi la scelta del vocalist Askeroth di abbandonare la voce pulita che interessava alcune parti di “Dogma” per concentrarsi su di uno screaming diabolico e avvincente, una scelta ben più adatta ad accompagnare le atmosfere dell’album. Tra malinconici passaggi di tastiera e brusche accelerazioni guerresche, “Gotteskrieger” apre bene le danze, ma sono le successive “Wien 1863” (ascolta QUI la canzone) e “Wie Gott Sein” (guarda QUI il video) a tirare fuori il meglio dei nostri. Il primo è un episodio di black metal epico e battagliero che si basa sull’episodio storico dell’assedio turco alla città austriaca. Le orchestrazioni tessono degli innesti profondi e wagneriani che incontrano una linea melodica portante davvero piacevole, per arrivare a un refrain che non vi si staccherà più dalla testa. Un discorso analogo può essere fatto per “Wie Gott Sein”, tanto intrigante nelle sue melodie ariose, quanto muscolare.

Il resto dell’album non si assesta forse su questi livelli qualitativi ma è oggettivamente ben costruito, dando il consueto spazio alle parti orchestrali senza snaturare l’essenza battagliera dei brani. E in questo modo piacciono anche “Schwarz”, dove la sfaccettatura elettronica infila un paio di sferzate parecchio pesanti e l’avvincente “Töte Mich”, quadrata e marziale. In definitiva un buonissimo disco di black metal melodico, non troppo innovativo magari, però godibile dall’inizio alla fine. Una band in crescita.

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Gotteskrieger
02.  Wien 1683
03.  Wie Gott Sein
04.  Kalt Wie Ein Grab
05.  Und Immer Wenn Die Nacht Anbricht
06.  Schwarz
07.  Dort Wo Die Krähen Im Kreise Fliegen
08.  Märchen
09.  Töte Mich
10.  Chimonas


Sito Web: https://www.facebook.com/Nachtblutgefluester

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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