Rammstein – Recensione: Zeit

Possiamo cominciare canonici e scrivere che no, non ci aspettavamo un nuovo disco dei Rammstein dopo soli tre anni di attesa dal loro omonimo ritorno, accolto da reazioni alterne e contrastanti, ma sostanzialmente positive. Il gruppo tedesco non ha potuto supportare quel lavoro con un tour causa covid, e questo “tempo guadagnato” è stato convogliato in nuova ispirazione e nella scrittura di altri brani che sono stati riuniti velocemente sotto il titolo di “Zeit”.

Il “Tempo” ed il suo scorrere implacabile e contraddittorio è il tema principale di questo album, che prosegue sulla cifra stilistica del predecessore tra qualche elemento elettronico ma misurato e chitarre sempre affilate e spietate, anche nei momenti più atmosferici o cadenzati che sono sicuramente i più numerosi. Per I Rammstein la velocità non è un tentativo di risultare estremi, bensì questo “lato artistico” viene riservato come sempre nelle liriche intelligenti, ironiche e beffarde di Till Lindemann e nei video meravigliosi che stanno accompagnando i singoli “Zeit” (“Tempo”), Zick Zack” (nel senso di taglio netto, come nella chirurgia estetica) e “Angst” (“Paura”, ed il fantasma di una guerra ciclica, crudele e inevitabile che ritorna sempre).

Al contrario della buona parte dei musicisti odierni, questo mezzo espressivo “visivo” viene utilizzato dal gruppo per comunicare messaggi, emozioni e per far discutere sempre e comunque. Un impegno economico che potrebbero evitare ma che sembra urgente e necessario per questa band che può essere amata e odiata con la stessa energia ma va riconosciuta una coerenza ed il fatto di non risparmiarsi mai. Dietro a “Zeit” come nelle altre uscite dei Rammstein si percepiscono lavoro, impegno e dedizione totale, nel segno di massimo rispetto verso chi ascolta, acquista e consuma la loro musica.

Potremmo ora soffermarci sull’antico ritornello che dice “i grandi capolavori sono già usciti” e considerare “Zeit” come un più che dignitoso passo “mediano” per la band, che in effetti non rinnova il suo stile ma continua a mescolare con grande mestiere e sapienza i consueti ingredienti che li hanno resi famosi, unici e pure un po’ temuti. Poi però mi soffermo a ripetere l’ascolto di queste undici tracce inedite e questa certezza “veloce” sembra crollare su sé stessa, anche se non mancano brani un po’ retorici come la finale “Adieu” (una sorta di “vorrei essere Mutter ed emozionarti, ma non ci riesco più”).

Basterebbe la title track per farci capire che questi Rammstein sono qui presenti nella loro migliore versione possibile, e che tutta questa fretta che ci circonda è una perfida condanna, a cui dobbiamo cercare di sfuggire. Il tempo scorre veloce e spesso inesorabile, ma sta a noi cercare di controllarlo e non farci dominare, e questo anche nella musica, in cui si tende a bruciare un nuovo disco in pochi e frettolosi ascolti. Ma sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti di questi raffinati artisti che non lasciano mai nulla al caso e vogliono scuoterci, farci pensare e ragionare senza costrizioni e omologazioni. Solo loro possono navigare costantemente tra sacro e profano, e far convivere il dramma intimo di “Meine Tränen” (“le mie lacrime”) e l’irriverenza di “Dicke Titten” (“grande seno”).

Date così respiro a questa musica fragile e insieme solidissima, toccate con mano la copertina e godetevi le enigmatiche fotografie ad accompagnamento, arrabbiatevi con i loro video che sembrano piccole opere cinematografiche, cercate di spendere il vostro prezioso tempo a trovare i testi e studiarveli come si deve. Fermate il tempo per pochi istanti e così potrete comprendere la rilevanza estrema di questa proposta artistica chiamata “Zeit”.

Etichetta: Universal

Anno: 2022

Tracklist: 1. Armee Der Tristen 2. Zeit 3. Schwarz 4. Giftig 5. Zick Zack 6. Ok 7. Meine Tränen 8. Angst 9. Dicke Titten 10. Lügen 11. Adieu
Sito Web: https://zeit.rammstein.de/en/hub

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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  1. Enrico

    Bravo al recensore. Una delle migliori affermazioni lette da Herzeleid ad oggi. “Dietro a “Zeit” come nelle altre uscite dei Rammstein si percepiscono lavoro, impegno e dedizione totale, nel segno di massimo rispetto verso chi ascolta, acquista e consuma la loro musica.”
    Che impatto emotivo quando si inginocchiano vs il pubblico a fine concerto!

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