Puscifer – Recensione: Money Shot

Dobbiamo essere sinceri: ciò che tutti vogliamo da Maynard James Keenan è un nuovo album dei Tool. Sono passati quasi dieci anni da “10.000 Days” e il suo successore è stato più volte annunciato, poi sono arrivate smentite e di nuovo conferme. L’unica certezza è che, mentre Tool e A Perfect Circle sono momentaneamente fermi (o per lo meno procedono lentamente), Keenan se la prende con una certa comodità. Quest’anno ha fatto parlare di sé come produttore di vini (ce ne voleva un altro, vero?), per un’operazione all’anca causata dalla sua artrosi cronica ma poco come musicista.

Per fortuna, eccolo arrivare sul mercato discografico con una sorpresa che forse non placherà del tutto le nostro attese ma per lo meno è un gustoso antipasto. Parliamo dei Puscifer, il progetto solista e parallelo nato una decina di anni fa quasi per scherzo (il primo album “V Is For Vagina” la dice lunga in proposito) ma in seguito diventato per il nostro una sorta di necessità artistica e valvola di sfogo creativo.

Sia chiaro, i Puscifer sono stilisticamente distanti anni luce dai Tool, tuttavia mantengono un’esigenza di crescita e sperimentazione che li rende una band interessante. Il nuovo “Money Shot”, è presentato come una sorta di “riassunto” di emozioni in musica, di sensazioni provate del master mind in questi anni che qui vanno a trovare una forma precisa. Siamo nel campo del rock elettronico e della sperimentazione, “Money Shot” si configura fin dalle prime battute come un album spesso introspettivo e malinconico, dove, con le dovute eccezioni di cui parleremo, a trionfare sono i duetti vocali tra Maynard e Carina Round (non ditelo a nessuno, ma la cantante a volte gli ruba la scena) e un generale corpo elettroacustico.

Parlano bene in questo senso “Galileo” e la successiva “Agostina”, brano emozionante e sentito dal groove elettronico plumbeo. Di episodi gustosi ce ne sono parecchi però e possiamo citare ancora “Grand Canyon”, toccato da quell’alone “dark-country” tutto americano, la stessa titletrack, forse l’episodio più fruibile e ancora “Autumn”, un congedo elegante e intimo dove di nuovo, Carina Round mostra tutto il suo valore. E se non mancano momenti per così dire più “rock”, come la citata “Money Shot” o “The Arsonist”, in primo piano c’è l’interiorità del nostro.

Certo, Maynard non manca nemmeno di essere ironico, perché in fondo lui è fatto così. Divertitevi rimirando una copertina che definire idiota è un eufemismo e guardando il video della titletrack, riderete immancabilmente delle gesta dei wrestlers più sfigati dall’universo. Ma in fondo quella dei Puscifer è buona musica, di certo non di immediato ascolto ma che cresce di volta in volta, rivelando nuove chiavi di interpretazione. E non saranno i Tool ma è un gran bell’accontentarsi.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Puscifer Entertainment

Anno: 2015

Tracklist:

01. Galileo
02. Agostina
03. Grand Canyon
04. Simultaneous
05. Money Shot
06. The Arsonist
07. The Remedy
08. Smoke And Mirrors
09. Life Of Brian (Apparently You Haven’t Seen)
10. Autumn


Sito Web: https://puscifer.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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