Gabriels – Recensione: Prophecy

Dietro al moniker Gabriels si cela un virtuoso tastierista e compositore siciliano, già conosciuto all’interno dell’ambiente per numerose collaborazioni. “Prophecy” è il secondo album di questo progetto, un concept dedicato alle vittime dell’11 settembre, che si snoda attraverso undici tracce decisamente influenzate dal power sinfonico e dal prog neoclassico. Il nostro ha chiamato a sé per il nuovo capitolo della sua creatura, Mark Boals, Dario Grillo (ex – Thy Majestie), Dario Beretta (Drakkar), Andrea Torricini (Vision Divine) ed altri ospiti di rilievo, in una sorta di rock opera.

Gabriels può vantare una tecnica sopraffina, che mi ha ricordato per l’approccio allo strumento, il mitico Vitalij Kuprij (attualmente in tour con la TranSiberian orchestra). Ed infatti il sound di “Prophecy” può essere accostato anche agli Artension, oltre che a Royal Hunt, Symhony X, Malmsteen e Time Requiem.  Dopo un incipit trionfale ed orchestrale, fa il suo ingresso in “Omen” Mark Boals, con il suo timbro inconfondibile e la sua classe, in un brano neoclassico, tra clavicembali, melodie accativanti ed arrangiamenti finemente cesellati. Assai emozionante la seguente “Pray To The End All Wars”, introdotta da un malinconico pianoforte e sviulppata in modo raffinato, tra arpeggi di chitarra ed aperture corali. “Prophecy” è composto da brani lunghi e complessi, tutti intorno ai sei minuti di durata, per dare ampio spazio, oltre ai passaggi vocali, anche a momenti strumentali in cui le tastiere di Gabriels sono assolute protagoniste, con l’ausilio di suoni più classici, intrecciati a synth moderni di chiara matrice prog. E se da un lato questo può risultare un punto di forza del cd, dall’altro, alcune digressioni puramente tecniche, rischiano di rendere un pochino fredde song dall’impatto emotivo ed introspettivo. Ma il lavoro resta assolutamente apprezzabile nella sua interezza, tra accelerazioni power (“The Crack”), passaggi hard rock (con le vocals femminili in “Things Of The World”) e chiari riferimenti al musical ed alla musica classica (“Go To Fight”).

Gabriels ci regala un progetto ambizioso e curato sotto tutti punti di vista, un disco tecnicamente ineccepibile ed appetibile per gli estimatori di queste sonorità. Certo, siamo di fronte all’ennesima metal opera sfornata negli ultimi tempi, ma una chance “Prophecy” la merita di sicuro.  

Voto recensore
7
Etichetta: Indipendence Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. September 11 (05:55)

02. Omen (07.19)

03. Pray To The End All Wars (07:02)

04. Falling Stars (06:14)

05. The Crack (05:55)

06. Shadows (05:50)

07. Things Of The World (05:54)

08. We Need Peace (06.40)

09. Roar For The Peace (04:50)

10. Go To Fight (07:55)

11. I Can’t Live Forever (06:14)


Sito Web: http://gabriels.altervista.org/

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