Azarath – Recensione: Praise The Beast

Nuovo contratto per gli Azarath (con Agonia Records, label polacca) e di conseguenza nuovo album. “Praise The Beast” è il successore di “Diabolic Impious Evil” datato 2006 e continua la tradizione della copertina totalmente in bianco e nero come ogni precedente release. La band si è da sempre inserita in quel filone brutal death contaminato dal black metal più furioso che ha fatto la fortuna di Behemoth e Belphegor (non a caso dietro le pelli troviamo Inferno, compagno di merende di Nergal e tre quarti della band facevano parte dei più vecchi Damnation). Con i precedenti album gli Azarath si erano fatti apprezzare per una proposta ancora abbastanza fresca ed in continua ascesa grazie alle due già citate band. Il problema però oggi si pone nell’evoluzione del sound che non ha subito alcun mutamento nel passare degli anni. Di fronte a lavori di grande caratura quali “The Apostasy” ed il magnifico “Bondage Goat Zombie”, un album come “Praise the Beast” scompare senza lasciare il segno. Non è comunque prodotto da disdegnare per carità, certo che la noia fa spesso capolino di fronte alle dodici tracce che Inferno e soci ci propongono. Fortunatamente a tenere comunque vivace l’attenzione ci pensa la tecnica dei quattro polacchi, mai fine a se stessa ma sempre al servizio della potenza e ovviamente del vecchio “Lucifero”, omaggiato e osannato in più brani. “Praise The Beast” è un album che va preso per quello che è, senza star li a guardare il capello, certo che per emergere tra la concorrenza ci vuole qualcosa in più.

Voto recensore
6
Etichetta: Agonia / Masterpiece

Anno: 2009

Tracklist:

01. Summoning

02. I Hate Your Kind

03. Sacrifice of Blood

04. Invocation

05. Praise The Beast

06. Queen of the Sabbath

07. Azazel

08. Unholy Trinity

09. Obey the Flesh

10. Throne of Skulls

11. From Beyond the Coldest Star

12. Ave Satanas (Acheron Cover)


Sito Web: http://www.myspace.com/azarath666

tommaso.dainese

view all posts

Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login