Point Blank – Recensione: Point Blank

Dopo una prima ondata di storiche band southern rock che avevano definito il genere, a metà degli anni ’70 era seguita una seconda generazione che seguiva le orme dei fratelli maggiori. Uno dei migliori esempi in tal senso è costituito dai texani Point Blank. Formati nel 1974, scoperti dal management degli ZZ Top (la Lone Wolf Productions di Bill Ham), e dopo aver suonato in lungo e in largo per gli States aprendo a tutte le band classiche del genere, giungono al loro debutto nel 1976 per Arista con la produzione di Terry Manning. Come molte band della seconda ondata, il suono si fa più vicino all’hard rock, mediato ovviamente dalla tradizione musicale del sud degli States ed eseguito con grande perizia strumentale.

Si inizia con “Free Man” un brano il cui titolo è un intento programmatico per qualsiasi sudista che si rispetti: un giro di blues col ruvido cantato di John O’Daniel che si trasforma in un boogie tiratissimo, con tanto di chitarre armonizzate e slide, un inizio che mette fin da subito le cose in chiaro, e per non far calare la tensione arriva il torrido riff di “Moving”, che li fa somigliare ad una sorta di ZZ Top con l’acceleratore. La tensione non cala nella successiva “Wandering”, divisa fra un inizio robusto e una linea vocale più melodica che, come ogni ballata southern degna d’essere considerata tale, va in crescendo con grandi parti delle chitarre soliste del leader Rusty Burns e Kim Davis. Ancora solido rock blues con “Bad Bees”, e maggior articolazione nella struttura di “That’s The Law”, una sorta di sguardo a Bob Seger in salsa sudista. Il groove della cadenzata “Lone Star Fool” rende impossibile non muovere la testa a tempo, mentre la ballad “Distance” consente una pausa in un tale concentrato di adrenalina. Si chiude con “In This World”, puro rock sudista con tutti i crismi del genere.

Come promesso dalla minacciosa copertina, le canne di una doppietta puntate addosso a chi guarda, il debutto della band texana è una vera e propria bomba, southern ad altissimo voltaggio letteralmente esaltante, di certo uno dei migliori debutti fra i gruppi a loro coevi.

I Point Blank poi si sposteranno verso sonorità più hard in eccellenti dischi quali “Airplay” e “The Hard Way”, conoscendo un certo successo commerciale nei primi anni ‘80, coincidenti ad un ammorbidimento del sound, soprattutto col singolo “Nicole”, da “American Exce$$”. Fra scioglimenti, rifondazioni e la morte di quasi tutti i membri fondatori, la band esiste tutt’ora. Certo è che questo debutto resta uno degli ascolti obbligati per qualsiasi appassionato di southern e di chiunque voglia semplicemente ascoltarsi un grande disco di genuino rock’n’roll con gli attributi.

Etichetta: Arista

Anno: 1976

Tracklist: 01. Free Man 02. Moving 03. Wandering 04. Bad Bees 05. That’s The Law 06. Lone Star Fool 07. Distance 08. In This World

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