Pier Gonella – Recensione: Strategy

Una formazione semplice, composta da soli tre elementi, per una manciata di brani interamente strumentali, che oscillano fra il virstuosismo che ricorda certi shredder molto noti (Joe Satriani, forse, primo fra tutti) e si intrecciano in una varietà di stili: sono questi gli aspetti principali del primo disco di Pier Gonella. Il chitarrista, infatti, non pago delle sue esperienze in band di rilievo per il metal italiano, come i Necrodeath, e di un altro progetto parallelo che ha anni di regolare carriera alle spalle, i Mastercastle, ha sfoderato tutte le sue notevoli risorse per questo lavoro, ancora una volta diverso dal resto della sua produzione.

Strategy” è sì un album strumentale in cui la chitarra la fa da padrona, ma per fortuna non è uno di quei trattati in musica, destinati solo a un pubblico di esperti, sui mille usi dello strumento in tutte le salse possibili. I nove brani che compongono l’album coprono infatti un ampio spettro di generi musicali, sono accessibili e di attrattiva immediata anche per un ascoltatore “profano”. Si va dalle sonorità moderne che contraddistinguono la title track a quelle più tradizionali che caratterizzano brani come “Rockers’n’Roll” o l’ottima “Liberland“, che spicca per la complessità della sua struttura e laa delicatezza delle sue melodie portanti.

Un’altra caratteristica comune nei brani di “Strategy” è infatti la loro struttura elaborata, in base alla quale si inizia in un modo e sicuramente si verrà portati da qualche altra parte, verso una destinazione imprevedibile. La delicata “La Graciosa” rimane fedele a se stessa, ma altri brani, come “The Pied Piper” e “Devil At God’s Pub“, riservano più di una sorpresa al loro interno. Il brano conclusivo, “To The Next Party“, oltre a lasciare presagire dal titolo che questo album non sarà un episodio isolato, è un perfetto esempio di questa varietà grazie ai suoi riff hard rock e a una base di tastiere che potrebbe stare bene in un brano new wave degli anni ’80.

Non bisogna quindi lasciarsi ingannare e non bisogna pensare che “Strategy” sia nient’altro che una serpentina di riff tutti uguali accostati l’uno al’altro. Pier Gonella, con questo lavoro, dimostra ancora una volta la sua versatilità, la sua curiosità nell’esplorare generi musicali molto diversi fra loro e la sua assoluta capacità, grazie alle sue conoscenze tecniche, di padroneggiarle tutte allo stesso modo.

Etichetta: Diamonds Prod.

Anno: 2020

Tracklist: 01 Strategy 02 Rocks ‘N’ Roll 03 The Pied Piper 04 Liberland 05 La Graciosa 06 The Spark Of Life 07 Devil At God’s Pub 08 Crazy Numbers 09 To The Next Party
Sito Web: https://www.facebook.com/pier.gonella.1

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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