Periphery – Recensione: Periphery III: Select Difficulty

Quinto album ufficiale per i Periphery, la band capitanata dal cantante Spencer Sotelo che ha man mano negli anni guadagnato credibilità di pari passo con la visibilità e arrivando a questo nuovo “Periphery III: Select Difficulty”.

Un lavoro che segna l’evoluzione continua del gruppo, in grado di destreggiarsi fra brani dalla durata “importante”, visto il genere, djent robusto e melodia equilibrando le componenti in maniera eccellente: l’opening track “The Price Is Wrong” è un vero e proprio schiacciasassi dala struttura che si dipana e cresce fino ad un’apertura melodica con assolo e si trasforma nuovamente con una parte in parlato e una progressione di accordi non immediata; la successiva “Motormouth” non è di sicuro da meno, djent fino al midollo con una voce feroce e una batteria  guidare un tourbillon di follia che anticipa un’ariosa apertura melodica nel finale prima di buttarsi in una parte dispari e tecnica in cui basso e chitarre procedono all’unisono.

“Marigold” si apre su archi sintetici e chitarre più canonicamente metal e la voce qui affronta vari registri: l’intermezzo riprende l’intro per poi subire una deflagrazione di chitarre in un giro sublime e ben arrangiato, comprensivo di cori che dimostrano come essere melodici senza scadere nel banale, superando i sette minuti e riuscendo a mantenere viva l’attenzione fino al finale di effetti. Pregevolissimo il giro principale di “The Way The News Goes”, proposto subito all’inizio della traccia e ripetuto all’interno di essa come tema conduttore, così come degna di nota è la successiva “Remain Indoor”, dinamica e con un inciso in cui i synth fanno raggiungere il climax per lasciar poi posto alle chitarre.

Se “Habitual Line Stepper” è articolata e ha un sentore molto forte di colonna sonora, in equilibrio fra archi e tensione, melodia ed asperità, il brano successivo “Flatline” si rivela invece un po’ più attenuato e richiede parecchi ascolti prima di essere assimilato in toto (pur raggiungendo vette che molti gruppi si sognano); un basso potentissimo apre “Absolomb” insieme a sognanti chitarre con note lasciate che danno il via ad uno dei pezzi più catchy di questo “Periphery III: Select Difficulty”, basato su una costruzione ottima e corredato di un assolo spettacolare che accompagna il finale della parte più orchestrata che si smorza su toni classici.

I tre brani finali rappresentano un po’ le varie correnti che i Periphery seguono con questo nuovo lavoro: “Catch Fire”, melodica e con qualche accenno di cantato in stile rap, “Prayer Position”, complicata e con una vena oscura ben presente, e la conclusiva “Lune”, altro pezzo che sfora i sette minuti dall’inizio avvolgente e dal respiro globale di tipo orchestrale, un degno finale a un CD come questo.

I Periphery crescono e riescono a conciliare aspetti diversi amalgamandoli con maestria che pochi hanno, all’interno del genere: un lavoro maturo, questo “Periphery III: Select Difficulty”, in grado di soddisfare gli adepti e di incuriosire i neofiti al culto del gruppo.

 

Periphery III Select Difficulty

 

 

Voto recensore
8
Etichetta: Sumerian Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. The Price Is Wrong 02. Motormouth 03. Marigold 04. The Way The News Goes 05. Remain Indoor 06. Habitual Line Stepper 07. Flatline 08. Absolomb 09. Catch Fire 10. Prayer Position 11. Lune
Sito Web: http://www.periphery.net/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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