Perfect Plan – Recensione: Live At The Sharpener’s House

Live At The Sharpener’s House” è un live figlio del nostro tempo, registrato da una band relativamente nuova con solo due album in studio all’attivo, pubblicato integralmente su Youtube ancor prima di debuttare nel più classico formato discografico e stimolato dal desiderio di rimanere al fianco dei fan nel periodo più nero della pandemia. Fronteggiati da Kent Hilli, egli stesso incamminato anche sul percorso solista, i Perfect Plan sono un affiatato quintetto svedese che con questo disco, registrato in studio ma in presa diretta, rispolvera con una corposa scaletta di tredici tracce alcune delle migliori cose rilasciate nel 2018 (“All Rise”) e nel 2020 (“Time For A Miracle”). Improntato al supporto delle linee vocali, il loro stile è quello di un rock morbido ma ritmicamente brillante, non particolarmente originale ma comunque in grado di farsi apprezzare per la facilità con la quale le canzoni si susseguono. La classica realtà che all’esplosività del singolo preferisce insomma la costruzione di un discorso più articolato, fatto di chiaroscuri (“Never Surrender”), costruzioni di densità variabile ed una pulizia esecutiva che trasuda Svezia da tutti i pori. La dimensione dal vivo ma in studio, in assenza di pubblico ed altre distrazioni ambientali, porta “Live At The Sharpener’s House” ad assomigliare più ad un best of che non ad un album dotato di quella carica, a volte scomposta ed umanamente imperfetta, che ci aspetteremmo da un’esecuzione live. Non si tratta di un disco senz’anima, questo no, ma se si escludono una manciata di elementi che rimandano all’esecuzione dal vivo (il batterista che dà il tempo oppure i cori più veraci di “Heart To Stone”), questo terzo disco possiede poco o nulla in quanto ad atmosfera, reinterpretazione o aggiornamento del già sentito.

Per quanto inappuntabile, la performance si attiene al rispetto del materiale originale senza introdurre grandi novità e mantenendo – va detto – tutta la qualità di un songwriting pregevole, ben cotto e bilanciato. Niente di nuovo sotto il sole, in sostanza, con la possibile eccezione dei quattro brani riproposti, in un crepuscolare finale di scaletta, in versione quasi acustica (con tastiere): un’aggiunta interessante che non solo dona minutaggio al prodotto, ma porta finalmente l’ascoltatore in una dimensione certamente poco originale, ma almeno relativamente nuova e più intima. Comunque lo si ascolti, Hilli si conferma un frontman autorevole ed espressivo, protagonista di una prestazione nella quale personalità e musicalità appaiono sempre mescolate alla perfezione (“That Was Yesterday”): mai troppo teatrale, ma neppure piatto al punto da risultare noiosamente scolastico, il cantante originario dell’impronunciabile Örnsköldsvik è un altro esempio di voce perfetta per il rock melodico, come tante ne ascoltiamo da ogni parte del mondo, e dalla Scandinavia in particolare. Sebbene “Live At The Sharpener’s House” non sia un disco di singoli esplosivi, che poco appartengono all’attuale discografia dei Perfect Plan, alcuni episodi potranno suonare più incisivi di altri: “Every Time We Cry” approfitta ad esempio di una maggiore ariosità attorno agli strumenti ma rimane un bel pezzo capace di coniugare bene drive e melodia, “Fighting To Win” è una ballad intensa ma che si è scelto di proporre in una versione prevedibilmente perfetta e “Better Walk Alone” è solo uno degli episodi nei quali più vigorosa emerge quell’anima classica e rock che inietta nuova energia quando si corre il rischio di risultare troppo stucchevoli (“In And Out Of Love”).

In un periodo nel quale dai rubinetti delle uscite discografiche sgorga di tutto e senza filtro, un disco ben confezionato come “Live At The Sharpener’s House” riesce a ricavarsi uno spazio per la precisione con la quale fotografa una band in forma ed evidentemente desiderosa di misurarsi con palchi più grandi e pubblico festoso. Pur orfana di un solido perché? e lontana dal porsi come un acquisto necessario per i fan della prima ora, questa raccolta può però costituire un valido greatest hits sia dal punto di vista qualitativo che da quello della mai sufficientemente apprezzata quantità, utile per chi all’intrattenimento offerto da un rock melodico dal gusto moderno desidera affiancare il piacere di ascoltare le vibrazioni – per quanto qui piuttosto timide e perfettine – di una esibizione dal vivo.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Time For A Miracle 02. Every Time We Cry 03. Heart To Stone 04. That Was Yesterday 05. What About Love 06. Fighting To Win 07. Better Walk Alone 08. Never Surrender 09. In And Out Of Love 10. Stay (Acoustic Version) 11. Heaven In Your Eyes (Acoustic Version) 12. Nobody's Fool (Acoustic Version) 13. Don't Leave Me Here Alone (Acoustic Version)
Sito Web: perfectplan.se

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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